PIANO PLURIENNALE DI SVILUPPO SOCIO ECONOMICO DELLA COMUNITA’ MONTANA  SIRENTINA   ZONA   “ C “

 

 

PIANO PLURIENNALE DI SVILUPPO

SOCIO - ECONOMICO

 

 

q       Piani di settore

q       Schede Progetto

q       Progetti preliminari D.M. 28 gennaio 2000

 

 

LINEE  GENERALI  PER  I  PIANI  DI  SETTORE

 

L’obiettivo generale che si vuole raggiungere ha bisogno di molti e svariati  interventi specifici, tutti da collocare all’interno dei piani di settore.

Così come già scritto, la logica da seguire è sempre quella del riferimento ad un quadro generale attento alle sinergie tra i diversi settori e tra i diversi progetti.   Basti pensare che tra le singole proposte, anche se appartenenti a settori differenziati, esiste una sottile relazione che, se non considerata, renderebbe vano ed inutile la loro attuazione.

Il potenziamento della rete stradale e ferroviaria  migliora la mobilità delle persone e delle cose, favorendo e giustificando la realizzazione di strutture turistiche, di aree artigianali e rende piu’ agevole e facile la vita dei residenti.

La presenza del Parco Regionale, di recente costituzione, con il quale bisogna consolidare i rapporti, favorisce la diversificazione dell’offerta turistica e culturale, nonché  la riqualificazione dell’ambiente naturale e costruito.

La creazione  di aree produttive sostenibili, l’attuazione di interventi redditizi nei diversi settori economici, insieme all’integrazione territoriale con le aree limitrofe, generano nuova occupazione e portano ad  una maggiore mobilità interna a vantaggio dei centri piu’ deboli.

Il nuovo concetto di offerta turistica, non piu’ legato a singoli punti ma diffuso su tutto il territorio, coinvolge i centri della Comunità Montana, e se sarà capito, produrrà nuova ricchezza in special modo per le nuove generazioni, favorendo il loro attecchimento all’area montana.

Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione delle azioni previste nel Piano Socio Economico della  Comunità Montana “Sirentina” si provvede con fondi regionali specifici della L.R. 95/2000 e con i fondi strutturali 2000-2006 individuati nel Documento Unico di Programmazione della Regione Abruzzo, nonché da risorse nazionali con specifiche leggi di spesa, con la redazione di Programmi Integrati Territoriali e Patto Territoriale .     

Altra strada da seguire potrà essere quella di cercare assieme alle altre Comunità Montane del territorio aquilano, la C.C.I.A.A.,  il Parco, le associazioni di categoria, culturali e finanziarie, di mettere in piedi un Gruppo di Azione Locale LEADER +, ed accedere direttamente alle risorse comunitarie.    Così come già scritto, si dovrà ricorrere il piu’ possibile a delle forme innovative messe a disposizione dalle leggi nazionali (Merloni Ter –109/94, Project Financing ecc.).    Ed in ultimo non trascurare le risorse che il Governo Centrale vorrà ancora mettere a disposizione degli Enti Locali.

 

Nello specifico si può ipotizzare di programmare incontri per la divulgazione e la relativa consulenza, facendo riferimento al personale in forza presso gli uffici dell’Ente, per l’attuazione elle misure inerenti il piano di sviluppo rurale riferite al periodo 2000 2006, nonché le misure relative alla L. R.  del 18 maggio 2000 n. 95 ( Nuove Norme Per lo Sviluppo della Montagna ) oltre alle probabili nuove iniziative legislative riguardanti il settore agricolo.

 

COSTITUZIONE DI UNO SPORTELLO PER IL SETTORE RURALE

A tale fine si rende indispensabile attivare presso gli uffici della Comunità Montana uno sportello in grado di fornire ai cittadini tutte le informazioni necessarie all’ottenimento delle provvidenze  in essere sul territorio, nonché tutte le iniziative in corso e quelle che eventualmente possono essere attivate.

 

 

 

 

C1.  PIANO  DI   SETTORE  RURALE

 

Dalla lettura dei dati forniti dall’ultimo censimento I.S.T.A.T.,  nonché di quelli forniti dalla C.C.I.A.A. della provincia de L’Aquila e quelli dell’Ufficio Statistico della Regione Abruzzo, emerge un quadro desolante dell’intero settore ormai completamente obsoleto, con una dimensione aziendale che non consente ricorsi a tecniche di produzione avanzate e, quindi, al di fuori di qualsiasi logica di mercato; basti pensare che oltre il 50% delle aziende ha una dimensione inferiore all’ettaro di terreno e, solo il 10%  di esse supera i cinque ettari.

      La situazione è in netto contrasto sia con le leggi ferree del mercato, sia con i regolamenti degli incentivi previsti dalla Comunità Europea.

Alla luce di quanto esposto, nell’ottica di incentivare l’agricoltura, oltre che come fattore di mantenimento della popolazione, anche come difesa e salvaguardia dell’ambiente naturale e costruito, con l’occhio puntato alle naturali relazioni con il turismo, (non bisogna dimenticare i nuovi campi quali l’agricoltura biologica, i prodotti D.O.C. ecc., in linea con quanto proposto dal Piano di Sviluppo Rurale regionale e la nuova legge regionale sullo sviluppo delle zone montane 95/2000), si evidenziano alcune priorità di intervento:

-          salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali e naturali, con lo sviluppo e la crescita di attività produttive legate alla conservazione e gestione delle risorse naturali;

-          ammodernamento del sistema produttivo e di commercializzazione dei prodotti delle aree rurali;

-          mantenimento e rafforzamento del tessuto socio economico e vitale delle aree rurali.

In riferimento alle priorità di intervento si è pensato di programmare il settore come segue:

C1.1  RICOMPOSIZIONE FONDIARA

C1.2  FORMAZIONE   AGRICOLA

C1.3  VALORIZZAZIONE   DEI PRODOTTI   TIPICI 

C1.3.1 TARTUFICOLTURA

C1.3.2 FRUTTI DI BOSCO

C1.3.3 PASCOLI

C1.3.4 ALLEVAMENTI   BOVINI

C1.3.5 ALLEVAMENTI   OVINI

C1.3.6 ALLEVAMENTI EQUINI

C1.3.7 ALLEVAMENTI    DI    SELVATICI

C1.3.8 FORESTAZIONE    PRODUTTIVA

C1.3.9 VITICOLTURA

C1.3.10  AGRICOLTURA BIOLOGICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C1.1  RICOMPOSIZIONE   FONDIARA

 

Non è pensabile di affrontare le tematiche relative all’agricoltura della Comunità Montana “Sirentina” se non  si è presa coscienza della eccessiva frantumazione della proprietà fondiaria e quindi della sua gestione a fini agricoli.

In quest’ultimo decennio si è assistito ad un fenomeno di occupazione di fondi agricoli da parte di coltivatori, in qualità di affittuari, che in alcuni casi pur non avendo alcun  titolo si sono impossessati dei terreni a fini agricoli.

Tale situazione, di incertezza nella piena disponibilità dei terreni,, non favorisce minimamente, se non nell’immediato, lo sfruttamento razionale dei terreni agricoli in quanto l’operatore si trova ad agire in una situazione di precarietà che non giustifica alcun tipo di investimento né  a breve  né a lungo termine.

Alla luce di quanto esposto, appare chiaro ed evidente che solo un serio intervento di ricomposizione fondiaria, che miri a ridurre la frammentazione e polverizzazione delle aziende agricole locali, rimuovendo così uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo ed alla costituzione di unità produttive che possano esprimere delle produzioni in grado di reggere l’urto del mercato, possa risolvere il problema rendendo appetibile l’investimento e l’interesse nell’agricoltura locale.

Con questo scenario risulta quanto mai necessario superare le logiche di arroccamento e di chiusura riguardo questo tema, che vede interessati nella maggior parte dei casi una generazione di agricoltori che hanno superato la soglia degli anni sessanta.

Bisognerà attivarsi, magari assieme alle  altre Comunità Montane della Regione Abruzzo, per studiare in modo concreto il problema e riuscire a dare risposte certe e razionali con l’utilizzo dei sostegni finanziari derivanti dall’utilizzo della legislazione regionale, art. 19 della L.R. 95/2000, che consente il finanziamento per l’acquisto dei terreni finalizzati alla ricomposizione aziendale e quanto previsto dagli interventi comunitari inseriti nel P. S. R. della regione Abruzzo.

Inoltre può essere attivata la procedura di acquisizione diretta dei terreni agricoli per favorire la creazione di aziende agricole di sufficiente dimensione mediante la concessione in affitto o in appalto ad imprenditori agricoli.

Tali misure di razionalizzazione fondiaria dovranno tener presente nello stesso tempo sia le aspettative dei proprietari dei fondi agricoli, sia le aspettative degli addetti ai lavori.

Bisognerà fare molta attenzione a tutte quelle proprietà gravate da “Uso Civico”, fino ad oggi mai considerate in quanto interessate nella maggiore parte dei casi da boschi cedui, perché essendosi allargato lo scenario agricolo, diverse colture possono essere praticate proprio in questi fondi, (tartufaie, frutti di bosco, ecc.).

Quindi di concerto con quest’ultimo istituto, potrà essere attivata una prima fase di assegnazione di terreni di dimensioni adeguate ad un uso razionale dal punto di vista agricolo.

Gli interventi di ricomposizione fondiaria saranno attuati in sinergia con il regime di aiuti agli investimenti nelle aziende agricole, nonché per la concessione dell’aiuto per il primo insediamento di giovani in agricoltura. 

              

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      1

C1.1  Settore Rurale

 

Intervento: Ricomposizione fondiaria di aziende private

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

Concessione di contributi a copertura totale del costo degli atti notarili di compravendita o di permuta e delle spese legali per l’ottenimento del riconoscimento della proprietà di terreni agricoli localizzati all’interno del territorio della Comunità Montana.   Per la concessone di tali contributi viene data priorità a giovani agricoltori in forma singola od associata, ed in ogni caso si terrà conto della data della richiesta. 

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della L.R. n. 95/2000 art. 19 comma 2

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L.R. n. 95/2000 art. 19 comma 2

Modalità amministrative

Tale iniziativa non comporta per l’Ente nessuno aggravio di oneri dovuti all’attivazione delle provvidenze se non quello legato alla promozione e diffusione dell’iniziativa.

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi dell’Art. 19 comma 2 della L.R. 95/2000,un finanziamento, per fare fronte alle probabili richieste degli operatori agricoli, di  £ 50.000.000 (cinquanta milioni).

Iter amministrativo

Richiesta pareri di congruità all’U.T.E.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      2

C1. Settore Rurale

 

Intervento: Ricomposizione fondiaria diretta da parte dell’Ente

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente attiverà una procedura d’acquisizione di terreni agricoli per favorire la costituzione di aziende agricole di sufficiente dimensione, per concederli in fitto o in gestione ad aziende agricole dirette in forma singola od associata. 

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della L.R. n. 95/2000 art. 19 comma 4.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L.R. n. 95/2000 art. 19 comma 4.

Modalità amministrative

Tale iniziativa non comporta per l’Ente nessuno aggravio di oneri dovuti all’attivazione delle provvidenze se non quello legato alla promozione e diffusione dell’iniziativa ed all’acquisizione vera e propria dei terreni da reperire con la pubblicazione di un bando pubblico .

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi dell’Art. 19 comma 4 della L.R. 95/2000,un finanziamento, per fare fronte alle probabili richieste degli operatori agricoli, di  £ 100.000.000 (cento milioni).

Iter amministrativo

Richiesta pareri di congruità all’U.T.E.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C1.2  FORMAZIONE AGRICOLA

 

Il mondo agricolo dal dopoguerra ad oggi ha subito una radicale rivoluzione, che ha determinato la fine della redditività delle attività agricole all’interno del territorio della Comunità Montana “Sirentina”.

Diverse sono le cause, ma la principale è da ricercare nella globalizzazione dei mercati, che ha tolto ogni tipo di redditività alla coltivazione piu’ tradizionale quale è quella del grano.

Questi motivi, ed altri ancora, hanno fatto sì che alcuni agricoltori illuminati cominciassero a sperimentare altri tipi di colture, meno interessate alla concorrenza e piu’ consone ai terreni a disposizione.

Nuovi scenari e mercati di nicchia inducono i redattori del presente Piano Socio Economico a formulare la proposta di istituire una vera e propria scuola di formazione professionale, di tipo superiore, (Istituto Professionale per l’Agricoltura Agro - Biologica)  in modo da preparare le nuove generazioni di agricoltori  alle nuove tecniche di produzione, trasformazione, conservazione ed infine di commercializzazione dei prodotti locali.

L’idea sopra esposta nasce anche dalla considerazione che la domanda dei consumatori dei prodotti agricoli si indirizza sempre di più verso prodotti così detti “naturali o biologici”, ottenuti con una coltivazione scevra da sostanze chimiche  e non sottoposta a metodi forzati di coltivazione.

 Operando in questo modo ci si prepara ad affrontare le nuove sfide del mercato agricolo, già molto attento alla presenza di nuove nicchie di mercato che, in un  futuro ormai vicino acquisteranno sempre piu’ peso.

Inoltre bisognerà prevedere una forma specifica di sostegno, della domanda di formazione, diretta alle aziende e mirata alla preparazione di addetti nella gestione aziendale in modo economicamente redditizio ed in particolare riferimento a tutte le azioni riguardanti l’introduzione di innovazione di processo e di prodotto.    

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      3

C1. 2  Settore Rurale

 

Intervento: Formazione agricola 

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente attiverà, in collaborazione con Istituti abilitati alla formazione professionale, dei corsi di avvicinamento,  preparazione e specializzazione per l’esercizio dell’attività agricola con un occhio rivolto alla coltivazione dei prodotti tipici e biologici, attivando delle sinergie di formazione con l’A.R.S.A. nonché con le iniziative realizzate con il progetto A.P.E. 

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della L.R. n. 95/2000

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L.R. n. 95/2000

Modalità amministrative

Tale iniziativa non comporta per l’Ente nessuno aggravio di oneri dovuti all’attivazione delle provvidenze se non quello legato alla promozione e diffusione dell’iniziativa.

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi dell’Art. 19 comma 4 della L.R. 95/2000,un finanziamento, per fare fronte alle probabili richieste degli operatori agricoli, di  £ 50.000.000 (cinquanta milioni)

 

 

 

 

 

 

 

C1.3  VALORIZZAZIONE   DEI PRODOTTI   TIPICI

 

Per meglio sostenere e valorizzare il mercato dei prodotti agricoli locali, la Comunità Montana “Sirentina” dovrà attivarsi e rendersi disponibile per sostenere l’istituzione di un Marchio di Qualità delle produzioni tipiche locali.

Tale scelta promuove delle sinergie fra le varie produzioni locali, creando i presupposti a realizzare un associazionismo che, una volta superate le barriere psicologiche ataviche, possa finalmente formulare dei progetti e degli interventi di dimensione ampia, di livello regionale, in modo da poter competere nel mercato con un maggior forza e riconoscibilità dei prodotti, oltre che riuscire ad accedere al sistema degli incentivi delle Comunità Europea con maggior determinazione e capacità progettuale.

Così come già si è verificato in altre realtà territoriali, la istituzione di un marchio di qualità (D.O.C.,D.O.C.G., D.O.P., I.G.P.) comporta a breve termine i sotto elencati effetti:

-          rafforzamento della “immagine” di qualità necessaria alla acquisizione delle necessarie quote di mercato, facendo riferimento ad un unico soggetto che promuove e commercializza, (Società di capitali, Società di tipo Cooperativo o Consorzi di produttori) ;

-          miglioramento dei processi di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;

-          certezza nella vendita della merce prodotta, ed una politica dei prezzi sostenuta grazie alla maggiore qualità;

-          i nuovi agricoltori, specialisti in agro - biologica,  potranno imporre uno standard qualitativo in grado di caratterizzare il prodotto, con una produzione piu’ razionale ed adeguata alla crescente domanda di mercato.

Per ottenere questi risultati, la Comunità Montana “Sirentina” dovrà promuovere una riflessione per la individuazione dei prodotti sui quali puntare per l’ottenimento del Marchio di Qualità che, di conseguenza, comporterà tutta una serie di adempimenti, ai quali nessuno si potrà sottrarre, pena la decadenza del marchio stesso.

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      4

C1. 3  Settore Rurale

 

Intervento: Valorizzazione dei prodotti tipici – Istituzione di un marchio di qualità.

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente attiverà una iniziativa per favorire l’organizzazione dei produttori e o dei trasformatori locali, in regola con le vigenti norme, in campo agro alimentare, per l’ottenimento del riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.), e di Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.), oltre ad altri marchi di qualità D.O.C.G. e D.O.P.. Inoltre si prevedono contributi, ad aziende agricole in forma singola od associata, anche per la realizzazione di un itinerario eno – gastronomico dei prodotti tipici, (tartufo, zafferano, frutti di bosco ecc.) da parte dell’Ente per la copertura delle spese per l’ottenimento di marchi e certificazioni di qualità (biologica) a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della C.M.S.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della L.R. n. 95/2000 art. 20 comma 1 e 2.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L.R. n. 95/2000 art. 20 comma 1 e 2.

Modalità amministrative

Tale iniziativa non comporta per l’Ente nessuno aggravio di oneri dovuti all’attivazione dell’iniziativa se non quello legato alla promozione e diffusione.

Attuazione

L’Ente richiederà, ai sensi dell’Art. 20 comma 1 e 2 della L.R. 95/2000,il relativo finanziamento, per fare fronte alle spese relative all’ottenimento dei marchi e certificazioni ed alla diffusione e promozione, di  £ 100.000.000 (cento milioni), per il primo anno e, per i successivi anni, per sostenere le necessarie campagne pubblicitarie a sostegno dei prodotti locali, £ 50.000.000 (cinquanta milioni).

Iter amministrativo

Nulla osta da parte degli uffici competenti della Regione relativo decreto ministeriale

C1.3.1  TARTUFICOLTURA

 Tipo di intervento

 

L’intervento consiste nella individuazione di terreni di proprietà comunali, di terreni gravati da vincoli di uso civico, attualmente improduttivi ma, con spiccata vocazione tartufigena, o anche di terreni privati, i cui proprietari siano direttamente interessati al loro miglioramento.

La tavola tematica dei Pascoli incolti costituisce un valido aiuto alla individuazione e quindi alla localizzazione dei siti dove collocare tale tipo di attività, cercando di distribuirli in modo piu’ o meno omogeneo all’interno di quei comuni a piu’ spiccata vocazione tartufigena.

  Una volta determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria lottizzazione  dei terreni, cercando di costituire degli appezzamenti di superficie adeguata a garantire al conduttore del fondo, previa un razionale uso, un reddito capace di permettere la dedizione completa allo specifico lavoro.  Alla Comunità Montana “Sirentina”, una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione .

Considerando i costi attuali del prodotto raccolto, nonché la redditività per ettaro, si cercherà di avere delle unità produttive non inferiori ai cinque ettari.

Così facendo si cerca di passare da un economia del sommerso basata su comportamenti e mentalità superate dei raccoglitori di tartufi, abituati a vivere alla giornata e non in grado di programmare imprenditorialmente il proprio futuro con un’impostazione di lavoro non completamente autonoma, che non riesce ad innescare altre economie perché visto quasi sempre come elemento di integrazione di un reddito da lavoro dipendente o da pensione.

Essendo la maggior parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentina” ricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere concordato con quest’ultimo Ente anche per concordare azioni integrate e verificare i possibili suggerimenti. 

 

 

Contenuto tecnico e benefici

 

L’intervento proposto una volta realizzato potrà apportare al territorio tutta una serie di vantaggi sia tecnici, che economici, quali:

-          utilizzo sistematico di una vocazione naturale intrinseca ad una parte, non trascurabile del territorio della Comunità Montana “Sirentina”, con carattere di singolarità e rarità, a livello extra regionale;

-          creazione di nuova ricchezza in zone interne e pedemontane con scarse alternative occupazionali;

-          trasformare l’attività del cavatore da stagionale a stabile, promuovendo così, nelle stagioni non adatte alla raccolta, la manutenzione delle aree che ospitano la tartufaia, nonché la nascita di attività collegate alla raccolta;

-          eliminare l’uso indiscriminato esercitato sulle tartufaie “libere” da parte di soggetti non meglio identificati, abituati a vivere alla giornata e non curanti del rischio del rapido decadimento sia in termini di qualità, sia in termini di quantità, di un prodotto così raro;

-          mantenimento e consolidamento dei versanti collinari con presenza di tartufaie nell’ottica, sempre presente, di operare localmente azioni di difesa idrogeologica per la difesa del suolo;

-          mantenimento, tramite opere di ristrutturazione, delle preesistenze immobiliari ed infrastrutturali quali vecchi complessi immobiliari, stradine muri in pietra di contenimento del terreno , ecc.

-          promuovere una prima raccolta e trasformazione del prodotto in adeguati opifici localizzati nel territorio di origine del tartufo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      5

C1. 3.1 Settore Rurale

 

Intervento: Tartuficoltura

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente attiverà una procedura d’acquisizione di terreni agricoli per favorire la costituzione di aziende agricole di sufficiente dimensione, per concederli in fitto o in gestione ad aziende agricole dirette in forma singola od associata. ( copertura finanziaria con Scheda n. 2 accorpamento fondiario). Quindi procederà alla messa a dimora, su parte delle aree acquisite, delle essenze micorizzate delle sotto elencate specie botaniche: Corylus avellana, Quercus sp. p., Pinus sp. p., Carpinus betulus, ecc.

Inoltre si prevedono contributi, ad aziende agricole in forma singola od associata  da parte dell’Ente, per la realizzazione di nuovi impianti di tartufaie e per l’attivazione di processi di trasformazione e commercializzazione dei tartufi, a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere. 

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della  L. R. Del 12 aprile 1994 n. 28  e successive modifiche ed integrazioni.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L. R. Del 12 aprile 1994 n. 28  e successive modifiche ed integrazioni.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la realizzazione degli impianti delle aziende vere e proprie, sia per la promozione e diffusione dell’iniziativa ed alla pubblicazione di un bando pubblico .

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi del Piano Triennale 2001  2003                “ Interventi di Forestazione e Valorizzazione Ambientale” in attuazione della     L. R. di cui sopra, ( B1.1 attività previste all’art. 2 )  un finanziamento, di            £ 150.000.000 (cento cinquanta milioni)

 

 

 

 

 

C1.3.2  FRUTTI DI BOSCO

 Tipo di intervento

 

L’intervento consiste nella individuazione di terreni di proprietà comunali, di terreni gravati da vincoli di uso civico, attualmente improduttivi ma, con spiccata vocazione frutticola, o anche di terreni privati, i cui proprietari siano direttamente interessati al loro miglioramento.

            I terreni dove potere praticare tali tipi di attività saranno indubbiamente quelli  con piu’ spiccata vocazione all’uso frutticolo, cercando, nello stesso tempo, di distribuirli in modo piu’ o meno omogeneo all’interno dei singoli comuni della Comunità Montana “Sirentina”.

            Una volta determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria lottizzazione  dei terreni, cercando di costituire degli appezzamenti di superficie adeguata a garantire al conduttore del fondo, previa un razionale uso, un reddito capace di permettere la dedizione completa allo specifico lavoro.  All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà di assegnare, in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione.

Considerando i costi attuali del prodotto raccolto, nonché la redditività per ettaro, si cercherà di avere delle unità produttive non inferiori ai cinquanta ettari.

Essendo la maggiore parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentina” ricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere anche  concordato con quest’ultimo Ente anche per avere dei suggerimenti e degli arricchimenti di natura ambientale. 

 

 

 

Contenuto tecnico e benefici

L’intervento proposto, una volta realizzato potrà apportare al territorio tutta una serie di vantaggi sia tecnici, che economici, quali:

-          utilizzo sistematico di una vocazione naturale intrinseca a buona parte del territorio della Comunità Montana “Sirentina”, con carattere di singolarità e rarità, a livello extra regionale, oggi lasciata in balia del raccoglitore occasionale;

-          creazione di nuova ricchezza in zone interne e pedemontane con scarse alternative occupazionali;

-          trasformare l’attività del raccoglitore da stagionale a stabile, promuovendo così, nelle stagioni non consone alla raccolta, la manutenzione delle aree che ospitano gli impianti, nonché la nascita di attività collegate alla raccolta;

-          mantenimento e consolidamento dei versanti collinari coltivati nell’ottica, sempre presente, di operare localmente azioni di difesa idrogeologica per la difesa del suolo;

-          mantenimento, tramite opere di ristrutturazione, delle preesistenze immobiliari ed infrastrutturali quali vecchi complessi immobiliari, stradine muri in pietra di contenimento del terreno , ecc.

-          riutilizzo razionale di terreni agricoli, oggi abbandonati a causa dell’altitudine e per l’esposizione particolare, che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione degli impianti in questione;

-          eliminazione della dipendenza da mercati esteri dei prodotti del sottobosco, che oggi supportano il turismo montano molto attento, forse legate più che in passato alle particolarità culinarie basate sulle produzioni locali.

-          Promuovere la trasformazione in loco dei frutti di bosco in appositi locali.

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      6

C1. 3. 2  Settore Rurale

 

Intervento: Frutti di bosco

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente attiverà una procedura d’acquisizione di terreni agricoli per favorire la costituzione di aziende agricole di sufficiente dimensione, per concederli in fitto o in gestione ad aziende agricole dirette in forma singola od associata. ( copertura finanziaria con Scheda n. 2 accorpamento fondiario);  quindi procederà alla messa a dimora, su parte delle aree acquisite, di piccole piante quali il lampone, il rovo, il ribes, la fragola, ecc. 

Inoltre si prevedono contributi, ad aziende agricole in forma singola od associata  da parte dell’Ente, per la realizzazione di nuovi impianti di frutti di bosco e per l’attivazione di processi di trasformazione e commercializzazione dei frutti, a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della  L. R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 16 comma 2.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L. R. del 18 maggio 2000 art. 16 comma 2.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la realizzazione degli impianti delle aziende vere e proprie, sia per la promozione e diffusione dell’iniziativa ed alla pubblicazione di un bando pubblico .

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi  della richiamata L.R. cui sopra, un finanziamento, di £ 100.000.000 (cento milioni)

C1.3.3  PASCOLI

Tipo di intervento

 

L’intervento consiste nella individuazione di terreni di proprietà comunali, di terreni gravati da vincoli di uso civico, attualmente improduttivi ma, con spiccata vocazione prato - pascolativa, o anche di terreni privati, i cui proprietari siano direttamente interessati al loro miglioramento.

I terreni dove potere praticare tali tipi di attività saranno indubbiamente quelli  con piu’ spiccata vocazione all’uso in questione, cercando, nello stesso tempo, di distribuirli in modo piu’ o meno omogeneo all’interno dei singoli comuni della Comunità Montana “Sirentina”.

Una volta determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria lottizzazione  dei terreni, cercando di costituire degli appezzamenti di superficie adeguata a garantire al conduttore del fondo, previa un razionale uso, un reddito capace di permettere la dedizione completa allo specifico lavoro.  All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione.

Essendo la maggiore parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentina” ricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere anche concordato con quest’ultimo Ente anche per avere dei suggerimenti e degli arricchimenti di natura ambientale.

 

 

 

 

 

   

Contenuto tecnico e benefici

 

-          L’utilizzo razionale di aree con vocazione prato - pascolativa è nei sogni e nelle aspirazioni di quei pochi allevatori che ancora frequentano i territori della Comunità Montana “Sirentina”, e pertanto ci si dovrà fare carico di rispondere, in maniera esaustiva, cercando di evadere la richiesta di infrastrutture necessaria al mantenimento ed al miglioramento di tale attività produttiva.

-          Uso di tecniche intelligenti nello sfruttamento dei pascoli, con l’eliminazione del super sfruttamento di alcuni e il non utilizzo di altri,  con l’introduzione di opportuni “turnaggi”, in grado di garantire la conservazione dei pascoli;  

-          mantenimento e consolidamento dei versanti  montani e collinari, destinati al pascolo, nell’ottica, sempre piu’ presente, di operare localmente azioni di difesa idrogeologica a difesa del suolo, ottenendo così un netto miglioramento del cotico erboso;

-          conservazione, tramite opere di ristrutturazione, delle preesistenze immobiliari ed infrastrutturali quali vecchi complessi immobiliari, stradine, muri in pietra di contenimento del terreno, drenaggi,  ecc.

-          riutilizzo razionale di terreni agricoli, oggi abbandonati a causa dell’altitudine e per l’esposizione particolare, che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione di nuovi pascoli;

riduzione della dipendenza da mercati esteri dei prodotti alimentari, con particolare riferimento alle carni bovine,  ovine e selvatiche non allevate in batteria, che oggi sopportano il turismo montano, molto attento, forse piu’ che in passato alle particolarità culinarie basate sulle produzioni locali.

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      7

C1. 3.3 Settore Rurale

 

Intervento: Miglioramento Pascoli

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente, al fine di mantenere diffusa la pratica dell’utilizzo dei pascoli montani esistenti, beneficiando delle provvidenze messe a disposizione dalla Regione, potrà  concedere ai conduttori dei pascoli, contributi, a fondo perduto, per la permanenza estiva, in rapporto al numero dei capi “monticati”.   Potrà inoltre provvedere al recupero, alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei manufatti e delle strutture funzionali all’attività in questione, purché di sua proprietà.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della  L. R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 18 comma 4, 5 e 6.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L. R. del 18 maggio 2000 art. 18 comma 4,5 e 6.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la monitorizzazione dei pascoli per l’alpeggio, sia per la redazione di progetti di cui al comma 5 della richiamata L.R., sia per la costituzione del fondo, sia per la promozione e diffusione dell’iniziativa ed alla pubblicazione del relativo bando pubblico .

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi  della richiamata L.R. cui sopra, un finanziamento, di £ 90.000.000 (novanta milioni)

Iter amministrativo

Richiesta di Concessione Edilizie, Nulla Osta ai Beni Ambientali, all’Ente Parco ed al Genio Civile

 

 

 

 

 

 

C1.3.4  ALLEVAMENTI   BOVINI

Tipo di intervento

 

            L’intervento consiste nella incentivazione di allevamenti bovini in maniera tradizionale seguendo la linea che va dalla monta o inseminazione delle fattrici, alla crescita dei vitelli da tenere in stalla durante la stagione invernale e, da inviare all’alpeggio, durante la stagione estiva, da fare su superfici prato – pascolive  già attrezzate e migliorate nella preparazione del manto cotico erboso, di proprietà  comunale, o di uso civico,  o anche di privati,   direttamente interessati all’argomento.

            I terreni dove potere praticare tali tipi di attività, faranno parte di  quelli già individuati nell’attuazione del Piano di settore C1.3.3 pascoli.

            Una volta determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria lottizzazione  dei terreni, cercando di costituire degli appezzamenti di superficie adeguata a garantire al conduttore del fondo, previa un razionale uso, un reddito capace di permettere la dedizione completa allo specifico lavoro.  All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione.

Essendo la maggiore parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentina” ricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere anche concordato con quest’ultimo Ente anche per avere dei suggerimenti e degli arricchimenti di natura ambientale.

 

 

 

 

 

Contenuto tecnico e benefici

 

-          L’utilizzo razionale di aree con vocazione prato - pascolativa è nei sogni e nelle aspirazioni di quei pochi allevatori che ancora   sono restati e che frequentano i territori della Comunità Montana “Sirentina”, e pertanto ci si dovrà fare carico di rispondere, in maniera esaustiva, per evadere la richiesta di infrastrutture necessaria al mantenimento ed il miglioramento di tale attività produttiva.

-          Uso di tecniche intelligenti nello sfruttamento dei pascoli, con l’eliminazione del super sfruttamento di alcuni e il non utilizzo di altri,  con l’introduzione di opportuni “turnaggi”, in grado di garantirne la conservazione;  

-          mantenimento e consolidamento dei versanti  montani e collinari, destinati al pascolo, nell’ottica, sempre piu’ presente e necessaria,   di difendere il territorio dal punto di vista  idrogeologico, anche  a difesa  e miglioramento del “cotico erboso”;

-          conservazione, tramite opere di ristrutturazione, delle preesistenze architettoniche ed infrastrutturali quali: vecchi complessi immobiliari, stradine, muri in pietra di contenimento del terreno, drenaggi,  ecc.;

-          riutilizzo razionale di terreni agricoli, oggi abbandonati a causa dell’altitudine e per l’esposizione particolare, che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione di nuovi pascoli;

-          riduzione della dipendenza da mercati esteri dei prodotti alimentari, con particolare riferimento alle carni bovine, non allevate in batteria, che oggi supportano il turismo montano molto attento, forse piu’ che in passato, alle particolarità culinarie basate sulle produzioni locali.

-          incrementare la produzione locale di carne bovina di elevata qualità, scevra da sostanze estrogene, curando l’alimentazione dell’animale.

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      8

C1. 3.4  Settore Rurale

 

Intervento: Allevamento Bovini

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente, al fine di agevolare il processo di ristrutturazione del settore della produzione lattiera e di consentire alle aziende, in forma singola od associata, l’ottenimento di redditi adeguati, concede contributi per l’acquisizione della proprietà di quote latte di cui alla L. del 26 novembre 1992 n. 468 “Misure Urgenti nel settore Lattiero – Caseario “ nel rispetto dei vincoli e delle condizioni di cui all’Art. 10 della stessa Legge, nonché premi per l’acquisizione di vacche nutrici di cui ai regolamenti ( C.E.E. ) nn. 2066/92 e 2069/92.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della  L. R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 18 comma 3.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L. R. del 18 maggio 2000 art. 18 comma 3.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la monitorizzazione di tale tipo di attività , sia per la costituzione del fondo, sia per la promozione e diffusione dell’iniziativa ed alla pubblicazione del relativo bando pubblico.

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi  della richiamata L.R. cui sopra, un finanziamento, di £ 120.000.000 (centoventi milioni)

 

 

 

 

 

 

C1.3.5  ALLEVAMENTI   OVINI

   Tipo di intervento

                          

            L’intervento consiste nella progettazione e realizzazione di allevamenti ovini in maniera tradizionale seguendo la linea classica che va dalla monta delle fattrici, alla crescita degli agnelli da tenere in stalla e nutrire con prodotti agricoli locali, le greggi possono essere inviate all’alpeggio, durante la stagione estiva, da fare su superfici prato – pascolive  già attrezzate e migliorate nella preparazione del manto del  cotico erboso”, di proprietà  comunale, o di uso civico,  o anche di privati, direttamente interessati all’argomento.

I terreni dove potere praticare tali tipi di attività, faranno parte di  quelli già individuati nell’attuazione del Piano di settore C1.3.3 pascoli.

            Una volta determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria turnazione dei pascoli di superficie adeguata a garantire all’allevatore, previa un razionale uso del territorio, un reddito capace di permettere la dedizione completa al lavoro specifico.   

            All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione.

            Con questi tipi di operazione si cerca di costituire  un’ossatura capace di sostenere dei  reddito capace di un buon tenore di vita che ripaghi i sacrifici derivanti da tale attività.

Essendo la maggiore parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentina” ricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere anche concordato con quest’ultimo Ente anche per avere dei suggerimenti e degli arricchimenti di natura ambientale.

               

Contenuto tecnico e benefici

 

-          L’utilizzo razionale di aree con vocazione prato - pascolativa è nei sogni e nelle aspirazioni di quei pochi allevatori che ancora   sono restati e che frequentano i territori della Comunità Montana “Sirentina”, e pertanto ci si dovrà fare carico di rispondere, in maniera esaustiva, per evadere la richiesta di infrastrutture necessaria al mantenimento ed il miglioramento di tale attività produttiva.

-          Uso di tecniche intelligenti nello sfruttamento dei pascoli, con l’eliminazione del super sfruttamento di alcuni e il non utilizzo di altri,  con l’introduzione di opportuni “turnaggi”, in grado di garantirne la conservazione;  

-          mantenimento e consolidamento dei versanti  montani e collinari, destinati al pascolo, nell’ottica, sempre piu’ presente e necessaria,   di difendere il territorio dal punto di vista  idrogeologico, anche  a difesa  e miglioramento del “cotico erboso”;

-          conservazione, tramite opere di ristrutturazione, delle preesistenze architettoniche ed infrastrutturali quali: vecchi complessi immobiliari, stradine, muri in pietra di contenimento del terreno, drenaggi,  ecc.;

-          riutilizzo razionale di terreni agricoli, oggi abbandonati a causa dell’altitudine e per l’esposizione particolare, che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione di nuovi pascoli;

-          riduzione della dipendenza da mercati esteri dei prodotti alimentari, con particolare riferimento alle,  ovine non allevate in batteria, che oggi supportano il turismo montano molto attento, forse piu’ che in

passato alle particolarità culinarie basate sulle produzioni locali.

-          incrementare la produzione locale di carne ovina di elevata qualità, scevra da sostanze estrogene, curando l’alimentazione dell’animale.

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      9

C1. 3.5Settore Rurale

 

Intervento: Allevamento Ovini

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente, al fine di mantenere vivo il settore dell’allevamento ovo – caprino e di consentire alle aziende, in forma singola od associata, l’ottenimento di redditi adeguati, concede premi per l’acquisizione di allevamenti  di cui ai regolamenti (C.E.E. ) nn. 2066/92 e 2069/92.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione della  L. R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 18 comma 3.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata alla L. R. del 18 maggio 2000 art. 18 comma 3.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la monitorizzazione di tale tipo di attività , sia per la costituzione del fondo, sia per la promozione e diffusione dell’iniziativa ed alla pubblicazione del relativo bando pubblico.

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi  della richiamata L.R. cui sopra, un finanziamento, di £ 80.000.000 (ottanta milioni)

 

 

 

C1.3.6  ALLEVAMENTI    EQUINI

Tipo di intervento

 

            L’intervento consiste nella incentivazione di allevamenti equini in maniera tradizionale, seguendo la linea produttiva che va dalla monta o inseminazione delle fattrici, alla crescita dei puledri, da tenere in stalla durante la stagione invernale ed in quella estiva, da inviare all’alpeggio, da praticare su superfici prato – pascolive  già attrezzate e migliorate nella preparazione del manto cotico erboso, di proprietà  comunale, o di uso civico,  o anche di privati,   direttamente interessati all’argomento.

            I terreni dove potere praticare tali tipi di attività, faranno parte di  quelli già individuati nell’attuazione del Piano di settore C1.3.3  pascoli.

            Una volta determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria turnazione dei pascoli di superficie adeguata a garantire all’allevatore, previa un razionale uso del territorio, un reddito capace di permettere la dedizione completa al lavoro specifico.   

            All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione.             

Con questi tipi di operazione si cerca di costituire  un’ossatura capace di sostenere dei  reddito capace di un buon tenore di vita che ripaghi i sacrifici derivanti da tale attività.

Essendo la maggiore parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentina” ricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere anche concordato con quest’ultimo Ente anche per avere dei suggerimenti e degli arricchimenti di natura ambientale.

           

 

Contenuto tecnico e benefici

 

-          L’utilizzo razionale di aree con vocazione prato - pascolativa è nei sogni e nelle aspirazioni di quei pochi allevatori che ancora   sono restati e che frequentano i territori della Comunità Montana “Sirentina”, e pertanto ci si dovrà fare carico di rispondere, in maniera esaustiva, per evadere la richiesta di infrastrutture necessaria al mantenimento ed il miglioramento di tale attività produttiva.

-          Uso di tecniche intelligenti nello sfruttamento dei pascoli, con l’eliminazione del super sfruttamento di alcuni e il non utilizzo di altri,  con l’introduzione di opportuni “turnaggi”, in grado di garantirne la conservazione;  

-          mantenimento e consolidamento dei versanti  montani e collinari, destinati al pascolo, nell’ottica, sempre piu’ presente e necessaria,   di difendere il territorio dal punto di vista  idrogeologico, anche  a difesa  e miglioramento del “cotico erboso”;

-          conservazione, tramite opere di ristrutturazione, delle preesistenze architettoniche ed infrastrutturali quali: vecchi complessi immobiliari, stradine, muri in pietra di contenimento del terreno, drenaggi,  ecc.;

-          riutilizzo razionale di terreni agricoli, oggi abbandonati a causa dell’altitudine e per l’esposizione particolare, che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione di nuovi pascoli;

-           riduzione della dipendenza da mercati esteri dei prodotti alimentari, che oggi supportano il turismo montano molto attento, forse piu’ che in passato alle particolarità culinarie basate sulle produzioni locali;

-           incrementare la produzione locale di carne equina di elevata qualità, scevra da sostanze estrogene, curando l’alimentazione dell’animale.

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      10

C1. 3.6  Settore Rurale

 

Intervento: Allevamento Equino

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente, al fine di agevolare l’alpeggio e di consentire alle aziende, in forma singola od associata, l’ottenimento di redditi adeguati, concede a condizioni agevolate parte dei pascoli a sua disposizione per l’allevamento dei cavalli.

Inoltre si prevedono contributi ad aziende agricole in forma singola od associata  da parte dell’Ente a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere. 

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

 

 

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione per la promozione e diffusione dell’iniziativa ed alla pubblicazione del relativo bando pubblico.

 

 

 

 

 

C1.3.7  ALLEVAMENTI    DI    SELVATICI

Tipo di intervento

 

            L’intervento consiste nella individuazione di aree proprietà  comunale, o di uso civico,  o anche di privati,   direttamente interessati all’argomento e che intendono gestire l’attività di allevamento dei selvatici.

 I terreni dove potere praticare tali tipi di attività, faranno parte di  quelli già individuati nell’attuazione del Piano di settore C1.3.3  pascoli.

Determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria lottizzazione  dei terreni, cercando di costituire degli appezzamenti di superficie adeguata a garantire all’allevatore, previa un razionale uso, un reddito capace di permettere la dedizione completa allo specifico lavoro.   

All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione.

Sarà cura dell’allevatore curare, sia il prato dove fare pascolare le mandrie, sia la “macchia” dove fare riparare il bestiame, sia l’eventuale integrazione alimentare nella stagione invernale.

            Sarà carico della Comunità Montana infrastrutturare i pascoli con attrezzature fisse necessarie alla conduzione dei gruppi di animali selvatici.

L’iniziativa è rivolta essenzialmente alla produzione di carne selvatica, sulla base di specie definite dalla regione in base alla propria normativa di settore, da smerciare in primo luogo in zona, preferibilmente nei ristoranti turistici ed in seconda battuta su altri mercati.

Con questi tipi di operazione si cerca di costituire  un’ossatura capace di sostenere dei  reddito capace di un buon tenore di vita che ripaghi i sacrifici derivanti da tale attività.

Tali interventi verranno realizzati in territori posti all’esterno del perimetro del Parco.

 

 

                Contenuto tecnico e benefici

 

-     riduzione della dipendenza da mercati esteri dei prodotti alimentari,

      con particolare riferimento alle carni,  selvatiche, non allevate in batteria, che oggi potrebbero sopportare un   turismo montano molto attento, forse più che in passato alle particolarità culinarie;

-           incrementare la produzione locale di carne selvatica di elevata qualità.

-          mantenimento e consolidamento dei versanti  montani e collinari, destinati al pascolo, nell’ottica, sempre più presente e necessaria,   di difendere il territorio dal punto di vista  idrogeologico, anche  a difesa  e miglioramento del “cotico erboso”;

-          conservazione, tramite opere di ristrutturazione, delle preesistenze architettoniche ed infrastrutturali quali: vecchi complessi immobiliari, stradine, muri in pietra di contenimento del terreno, drenaggi,  ecc.;

-          riutilizzo razionale di terreni agricoli, oggi abbandonati a causa dell’altitudine e per l’esposizione particolare, con particolare riferimento a quei terreni “cespugliati”,  che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione di tali attività.

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      11

C1. 3.7  Settore Rurale

 

Intervento: Allevamento di Selvatici

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente, al fine di agevolare le aziende di tipo rurale montano indirizzate nel settore della ristorazione specializzata nel campo degli animali selvatici, quali il cinghiale, il daino e la selvaggina in genere, promuove l’attività di allevamento delle su dette specie, promovendo per le aziende, in forma singola od associata, una campagna pubblicitaria.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

Legato alla attuazione della scheda progetto n 4 (Valorizzazione dei Prodotti Tipici )

Copertura finanziaria

Legato alla attuazione della scheda progetto n 4 (Valorizzazione dei Prodotti Tipici )

Modalità amministrative

Legato alla attuazione della scheda progetto n 4 (Valorizzazione dei Prodotti Tipici )

Attuazione

Legato alla attuazione della scheda progetto n 4 (Valorizzazione dei Prodotti Tipici )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C1.3.8  FORESTAZIONE    PRODUTTIVA

Tipo di intervento

 

 L’intervento consiste nella individuazione di aree di proprietà  comunale, o di uso civico,  o anche di privati,   direttamente interessati all’argomento e che intendono gestire l’attività di forestazione.

I terreni dove potere praticare tali tipi di attività, faranno parte di  quelli già scelti, dalla Regione Abruzzo nella sua carta tematica sulla situazione boschiva, nella cui redazione si è fatto un abbondante uso di dati provenienti da ricognizioni di tipo digitale effettuate direttamente dai satelliti aderenti al Consorzio facente capo a “Telespazio”.

Determinate le aree di intervento si procederà ad una vera e propria lottizzazione  dei terreni, cercando di costituire degli appezzamenti di superficie adeguata a garantire al boscaiolo, previa un razionale uso, un reddito capace di permettere la dedizione completa allo specifico lavoro.

All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione.

L’iniziativa è rivolta essenzialmente alla produzione di legno industriale e in seconda battuta di legna da ardere, settori entrambi interessati da una forte richiesta, al quale, sia mercato nazionale, sia il nostro riesce minimamente a dare una risposta valida.

Si tratta in breve di programmare degli interventi mirati, tesi a riportare verso la normalità i boschi esistenti, abbandonati a se stessi da almeno cinquanta anni, al fine di esaltarne la produttività e la qualità.

Le azioni vanno rivolte al bosco ceduo ed al bosco ad alto fusto. Si prevedono interventi di conservazione e miglioramento forestale dei boschi esistenti, finalizzati ad accrescerne sensibilmente il valore economico, ecologico e sociale.

Interventi di ricostituzione del potenziale produttivo silvicolo danneggiato da calamità naturali e di riequilibrio con interventi di silvicoltura naturalistica;

interventi con messa a dimora di nuove essenze più redditizie come il castagno, il noce, il ciliegio, il pioppo, il larice, il cedro, l’abete bianco e rosso ed infine l’acero montano.

 

Per quanto riguarda il bosco ceduo si prevedono, ove compatibili, interventi di miglioramenti forestale con conversione ad alto fusto, infittimento, sostituzioni specifiche ed arricchimenti.

Si prevedono interventi di pulitura del sottobosco con l’eliminazione delle matrici secche e deperite e la messa a dimora di nuove essenze che abbiano una spiccata vocazione a sostenere le micosi che determinano la presenza del tartufo e di altri funghi.

Con questi tipi di operazione si cerca di costituire  un’ossatura capace di sostenere un  reddito capace di un buon tenore di vita che ripaghi i sacrifici derivanti da tale attività, classificata fra quelle più dure in assoluto.

Essendo la maggiore parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentinaricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere anche concordato con quest’ultimo Ente anche per avere dei suggerimenti e degli arricchimenti di natura ambientale.

 

 

 

 

 

 

Contenuto tecnico e benefici

 

Riduzione della dipendenza da mercati  nazionali ed esteri dei prodotti legnosi, con particolare riferimento  a quelle tipologie, quali il noce, il ciliegio ed il castagno, che oggi potrebbero sopportare un   turismo montano molto attento, forse più che in passato alla falegnameria di arte povera basate su tali essenze;

 - incrementare la produzione locale di legno tondo da destinare ad uso artigianale ed industriale, di elevata qualità,  poiché coltivato in terreni con spiccata tendenza a tali tipi di essenze;

- trasformare l’attività del boscaiolo da stagionale a stabile, promuovendo così, nelle stagioni non consone al taglio, la nascita di attività collegate alla cultura del legno, creando   nuova ricchezza in zone interne e pedemontane e montane con scarse alternative occupazionali ;

- mantenimento e consolidamento dei versanti  montani e collinari, destinati al bosco, nell’ottica, sempre più presente e necessaria,   di difendere il territorio dal punto di vista  idrogeologico, al fine di dare all’ambiente montano una stabilità ed una sicurezza in grado di favorire il mantenimento dell’ambiente e la sua fruizione collettiva.

Conservazione ed ampliamento e miglioramento del bosco tramite opere di forestazione con annesse opere culturali e di risarcimento, ristrutturazione delle preesistenze architettoniche ed infrastrutturali quali: vecchi complessi immobiliari, stradine di penetrazione, atte a sopportare il passaggio dei mezzi dei boscaioli, anche quelli dei Vigili del Fuoco e di altri corpi destinati alla salvaguardia del patrimonio boschivo, muri in pietra di contenimento del terreno, drenaggi,  ecc.;

riutilizzo razionale di terreni agricoli, oggi abbandonati a causa dell’altitudine e per l’esposizione particolare, con particolare riferimento a quei terreni “cespugliati”,  che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione di tali attività;

bisogna promuovere, inoltre, la conoscenza e la diffusione di queste piante, quali il noce, il castagno, il ciliegio, il rovere, ecc., essenze sempre   presenti  nel territorio appenninico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      12

C1. 3.8   Settore Rurale

 

Intervento: Forestazione

 

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’Ente attiverà un programma per lo svolgimento delle attività di gestione delle risorse naturali delle aree protette, con interventi di forestazione ed agricoltura eco compatibile, la manutenzione del territorio, la ricostituzione ambientale, la prevenzione egli incendi boschivi, la sistemazione idraulico forestale.

Si terrà in particolare conto degli interventi tesi alla manutenzione delle opere già realizzate di rimboschimento ed il recupero dei boschi fortemente degradati.

Si precisa che tali programmi verranno sviluppati e attuati, parte in via diretta dall’Ente e parte in collaborazione con i soggetti attuatori pubblici o privati.

Inoltre si prevedono contributi ad aziende forestali in forma singola od associata  da parte dell’Ente a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata ed all’attuazione delle  LL. RR. Del 12 aprile 1994 n. 28  e 31 dicembre 1994 n. 106 “Interventi di Forestazione e Valorizzazione Ambientale “, e L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 14, 15, e 16.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legato alla durata ed all’attuazione delle  LL. RR. Del 12 aprile 1994 n. 28  e 31 dicembre 1994 n. 106 “Interventi di Forestazione e Valorizzazione Ambientale “, e L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 14, 15, e 16.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la realizzazione dei programmi, sia per la promozione e diffusione delle iniziative ed alla pubblicazione dei relativi bandi pubblici .

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi delle Leggi richiamate, un finanziamento, di £ 500.000.000 (cinquecento milioni)

Iter amministrativo

Richiesta pareri per Nulla Osta di tipo ambientale all’Ente Parco, all’Ispettorato ripartimentale delle Foreste competente, ai comuni su cui ricadono gli interventi

 

 

 

C1.3.9  VITICOLTURA

Tipo di intervento

 

L’intervento consiste nella individuazione di aree proprietà  comunale, di uso civico,  o anche di privati,   direttamente interessati all’argomento e che intendono gestire l’attività di coltura della vite.

 I terreni dove potere praticare tali tipi di iniziative, sono da   individuare lungo la valle dell’Aterno a partire dal comune di Fagnano per arrivare a quello di Molina, e di alcune aree della valle Subequana siti interessati sin dai tempi antichi a tali tipi di coltura .

Determinate le aree di intervento si procederà ad una riorganizzazione fondiaria dei terreni, cercando di costituire degli appezzamenti, di proprietà privata o pubblica, di superficie adeguata a garantire all’agricoltore, previa un razionale uso, un reddito capace di permettere la dedizione completa allo specifico lavoro.    All’Ente locale una volta individuate le zone e le unità di intervento, spetterà assegnare in fitto, tramite un regolare bando, i lotti di terreno sui quali praticare l’attività in questione per un periodo non inferiore a  trenta anni rinnovabili, da annullare subito se il conduttore non dovesse più esercitare l’attività in oggetto.

Oltre a ciò, all’Ente spetterà il compito di promuovere il prodotto cercando di riscoprire le tradizioni, non proprio tante remote, legate alla coltivazione della vite nella Valle dell’Aterno e Subequana venuta meno negli anni cinquanta e sessanta a causa dell’abbandono delle colture.

                L’iniziativa è rivolta essenzialmente alla coltivazione del classico  vitigno abruzzese , quale il “Montepulciano D’Abruzzo”,  che in una rincorsa senza pari, in questi ultimi anni, sta collezionando successi e riconoscimenti internazionali.   

Con questi tipi di operazione si cerca di costituire  un’ossatura capace di sostenere dei  reddito capace di un buon tenore di vita che ripaghi i sacrifici derivanti da tale attività, anche alla luce di iniziative analoghe, in territori vicini, aventi le stesse caratteristiche se non inferiori, quali quelli della piana di Ofena, che già annovera tre aziende vinicole di grande rinomanza, venute alla luce della ribalta in quest’ultimo decennio .

Essendo la maggiore parte dei terreni della Comunità Montana “Sirentinaricadenti nel Parco Regionale Sirente Velino, il presente intervento potrà essere anche concordato con quest’ultimo Ente nell’ottica di collaborazione, al fine di avere suggerimenti ed arricchimenti di natura culturale ed ambientale.

 

 

Contenuto tecnico e benefici

 

- Riduzione della dipendenza da mercati principalmente nazionali ed, in secondo luogo esteri, dei vini, con particolare riferimento  a quei tipi, derivanti dallo stesso vitigno, quali il rosso Montepulciano D’Abruzzo ed il Cerasuolo,  prodotti che oggi, assieme alle altre specialità culinarie, d cui si è scritto nelle pagine precedenti,  potrebbero supportare un   turismo montano molto attento, forse più che in passato al richiamo sempre più presente della buona tavola basata essenzialmente sulla qualità;

- incrementare la produzione locale di uva da destinare eventualmente ad una cantina sociale da promuovere fa i vari viticoltori,   di elevata qualità,  poiché coltivata su terreni con spiccata tendenza a tali tipi di vitigni;

- trasformare l’attività del viticoltore da stagionale a stabile, promovendo così, nei periodi morti, la nascita di attività collegate alla cultura del vino, creando   nuova ricchezza in zone interne e pedemontane e montane con scarse alternative occupazionali ;

- mantenimento e consolidamento dei versanti collinari e pedemontani, ora nella maggiore parte dei casi abbandonati, dal punto di vista  idrogeologico, al fine di dare all’ambiente pedemontano e collinare una stabilità ed una sicurezza in grado di favorire il mantenimento dell’ambiente e la sua fruizione collettiva;

- conservazione ed ampliamento e miglioramento delle vigne, oggi esistenti, tramite opere di scasso del terreno, ristrutturazione delle preesistenze architettoniche ed infrastrutturali quali: vecchi complessi immobiliari, stradine di penetrazione, atte a sopportare il passaggio dei mezzi dei viticoltori, consolidamento dei muri in pietra di contenimento del terreno, drenaggi,  ecc.;

- riutilizzo razionale di terreni agricoli, collinari e pedemontani, oggi abbandonati,  che per l’uso specifico sono particolarmente adatti alla realizzazione di tali attività;

- promuovere la conoscenza e la diffusione dei vini locali, quali il Montepulciano ed il Cerasuolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      13

C1. 3.9   Settore Rurale

 

Intervento:    Viticoltura

 

 

 

CARATTERISTICHE

 

 

Funzionali

L’Ente favorirà la ripresa di questo settore facendo riferimento a quanto già evidenziato nelle schede n. 1, 2 e 4, che prevedono sia la ricomposizione fondiaria, sia la costituzione di aziende di adeguata dimensione produttiva, sia la costituzione di un marchio così detto D.O.C. e I.G.P. Per tale programma si prevede di destinare parte dei territori ricompresi lungo il versante esposto a sud -est del fiume Aterno.

Inoltre si prevedono contributi, ad aziende agricole in forma singola od associata  da parte dell’Ente, per la realizzazione di nuovi impianti e per l’attivazione di processi di trasformazione e commercializzazione dei vini, a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legato all’attuazione della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la realizzazione dei programmi, sia per la promozione e diffusione delle iniziative ed alla pubblicazione dei relativi bandi pubblici .

Attuazione

Per ogni anno l’Ente richiederà, ai sensi  della richiamata L.R. cui sopra, un finanziamento, di £ 50.000.000 (cinquanta  milioni)

 

 

 

 

 

 

C1.3.10  AGRICOLTURA BIOLOGICA

Tipo di intervento

La sostenibilità dello sviluppo e della crescita delle attività produttive passa attraverso la conservazione delle risorse naturali.

Le azioni di sostegno devono indirizzare le aziende verso l’applicazione di metodi di produzioni agricola compatibili con la protezione dell’ambiente e la conservazione dello spazio naturale.

Di fondamentale importanza pertanto è la incentivazione all’introduzione di produzioni agricole con metodo biologico, tra cui alberi da frutta in forma specializzata ed estensiva, ortaggi, legumi e cereali.

Ne consegue la immissione sul mercato di prodotti di qualità e tipici dei luoghi che oltre a valorizzarne la commercializzazione assumono un ruolo strategico: nonostante il fatturato ad esso collegato risulti modesto essi contribuiscono a promuovere alcune tradizioni gastronomiche alimentando altresì il più redditizio settore agrituristico e culinario.

Il comparto zootecnico, direttamente correlato alla produzione agricola con metodo biologico può caratterizzarsi per la presenza di razze dall’elevato valore genetico e dall’elevato valore qualitativo della produzione.

Inoltre la crescente richiesta di cibi sani e riconoscibili spinge ad incrementare la produzione agricola di qualità ed a creare Consorzi di tutela ed altri organismi associativi il cui scopo sia la valorizzazione nella fase della commercializzazione e trasformazione.

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      14

C1. 3.10   Settore Rurale

 

Intervento:    Agricoltura Biologica

 

 

 

CARATTERISTICHE

 

 

Funzionali

L’Ente favorirà la ripresa di questo settore facendo riferimento a quanto già evidenziato nelle schede n. 1, 2 e 4, che prevedono sia la ricomposizione fondiaria, sia la costituzione di aziende di adeguata dimensione produttiva, sia la costituzione di un marchio così detto D.O.C. e I.G.P. e delle certificazione relative alle produzioni biologiche.   Per tale programma si prevede di destinare fondi per parte dei territori ricompresi lungo la valle del fiume Aterno, della Valle Subequana e dei pascoli d’altura dei Piani delle Rocche.   Si precisa che l’Ente potrà concedere contributi agli imprenditori singoli od associati, sino ad un massimo del 60% della spesa ammissibile per lavori tesi alla tutela delle tradizionali tecniche agricole, per la valorizzazione delle produzioni tipiche ottenute con processi biologici, oltre ad iniziative di manutenzione di tipo ambientale da realizzare direttamente dall’Ente all’interno delle aree acquisite.

Inoltre si prevedono contributi, ad aziende agricole in forma singola od associata  da parte dell’Ente, per la riconversione delle aziende alle tecniche biologiche e per l’attivazione di processi di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli biologici, a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.13 comma 3.

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legato all’attuazione della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 13 comma 3.

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione, sia per la costituzione del fondo per la concessione dei contributi, sia per la promozione e diffusione delle iniziative ed alla pubblicazione dei relativi bandi pubblici .

Attuazione

L’intervento è legato all’attuazione della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art. 13 comma 3 e pertanto l’Ente richiederà alla Regione Abruzzo per ogni anno la somma di £. 250.000.000 (duecento cinquanta milioni)

Iter amministrativo

Richiesta di certificazioni per i prodotti biologici alle agenzie nazionali di riferimento

C2  PIANO   DI   SETTORE TURISTICO

Criteri guida

 

L’obiettivo generale che si vuole raggiungere, ha bisogno di molti e svariati  interventi specifici, tutti da collocare all’interno del piano di settore.

Così come già accennato, la logica da seguire è sempre quella del riferimento ad un quadro generale attento alle sinergie tra i diversi settori ed i progetti stessi.   Basti pensare che tra le singole proposte, anche se appartenenti a settori diversi, esiste una sottile relazione che, se non considerata, renderebbe vano ed inutile la loro attuazione.

Il potenziamento della rete stradale,  ferroviaria e delle infrastrutture in genere,  migliora la mobilità delle persone e delle cose, favorendo e giustificando la realizzazione e la diffusione di strutture turistiche, e di altre attività produttive, rendendo, allo stesso tempo, più agevole e confortevole la vita dei residenti e non.

La presenza del Parco Regionale, di recente costituzione, e con il quale bisogna consolidare i rapporti, nell’ottica di una fattiva collaborazione, favorisce la diversificazione dell’offerta turistica ambientale-culturale, nonché  la tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale e costruito.

Lo sviluppo e l’ampliamento delle aree interessate ai flussi turistici risulta essere uno degli obiettivi principali per ridefinire e permettere una piena integrazione delle diverse aree che compongono la Comunità Montana.

Restando in linea con la legislazione e programmazione regionale il sistema turismo si può organizzare in:

-          turismo invernale legato agli sport invernali;

-          turismo naturalistico e culturale legato ai valori naturalistici delle aree parco e dei beni culturali (archeologia, architettura, arte, tradizioni popolari);

-          turismo rurale montano legato alle attività agrituristiche e dei prodotti tipici dell’agricoltura di valle e di monte. 

La creazione e l’ampliamento di nuovi bacini turistici,  gli interventi di recupero, con standard qualitativo medio - alto, di parte di borghi antichi, l’attuazione di interventi redditizi nei diversi settori economici, insieme all’integrazione territoriale con le aree limitrofe, genera nuova occupazione e spinge ad  una maggiore mobilità interna a vantaggio dei centri più deboli.

Il nuovo concetto di offerta turistica, non più legato a dei singoli punti ma diffuso su tutto il territorio, può coinvolge i centri della Comunità Montana, creando non più un’offerta turistica localizzata, ma un Sistema Turistico Territoriale che con diverse connotazioni coinvolge l’intero territorio, producendo, così nuove possibilità di lavoro in special modo nelle nuove generazioni, favorendo il loro stabilizzarsi nell’area montana e rivitalizzando tutto il settore delle produzioni locali legate all’allevamento ed all’agricoltura e frutticoltura.

Anche e sopra tutto una diversificazione nell’offerta turistica, tesa ad incentivare la fruizione delle risorse ambientali, potrà essere di stimolo alla creazione di nuovi pacchetti di offerte turistiche che, necessariamente dovranno fare ricorso ad attrezzature di tipo innovativo.

Bisognerà impostare il turismo escursionistico, con una offerta la più variegata possibile che faccia riferimento a dotazioni di servizi in modo particolare nell’ambito del ricreativo e sportivo, la maggiore parte da realizzare, nell’ottica di rendere appetibile il territorio anche a quelle persone che non amano solo sciare.  

Così facendo si potrà dilatare la permanenza media dei flussi turistici, che dovranno avere a disposizione delle strutture ricettive più ampie e di qualità media superiore a quella attuale.   Si potrà fare ricorso alla realizzazione di nuovi insediamenti di natura alberghiera introducendo, ove possibile e compatibile, anche la formula del villaggio turistico applicabile a diverse realtà, anche inseriti in parte di nuclei residenziali oggi non più usati ed in larga parte abbandonati e degradati (la maggior parte dei centri storici delle valli dell’Aterno e Subequana risulta essere in questo stato).

Dalla lettura dei dati forniti dall’Assessorato al Turismo (Tab. N° 15-16) per il biennio 1998-99, la presenza turistica della C.M.S. , localizzata esclusivamente nel Piano delle Rocche con l’eccezione di Acciano, risulta avere un moderato incremento della presenza turistica annua, circa il 4.3%, pur tuttavia l’insieme del sistema ricettivo, che salvo qualche rara eccezione, è ormai quasi completamente obsoleto, con una dimensione aziendale che non consente di presentarsi nel mercato delle offerte turistiche  con dei prodotti validi e concorrenziali con altre aree simili  e, quindi, al di fuori di qualsiasi logica di incremento della redditività del sistema. 

      La situazione è in netto contrasto sia con le leggi ferree del mercato, sia con i regolamenti degli incentivi previsti dalla Comunità Europea, che fissa delle “soglie” qualitative e dimensionali al sistema dei finanziamenti, tali da fare escludere la quasi totalità delle piccole aziende del territorio della Comunità Montana “Sirentina”.

Alla luce di quanto esposto, nell’ottica di incentivare il   turismo, oltre che come fattore di mantenimento della popolazione, anche come difesa e salvaguardia dell’ambiente naturale e costruito, con l’occhio puntato alle naturali relazioni con gli altri settori,  si è pensato di programmare il settore così come segue:

-  TURISMO    INVERNALE

-  RIQUALIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI

-  TURISMO    NATURALISTICO 

-  TURISMO   CULTURALE

 

C2.1  TURISMO    INVERNALE

Tipo di intervento

 

L’area sciistica delle “Rocche”, che si è sviluppata in questi ultimi tre decenni, è ormai una realtà consolidata. Ciò nonostante per migliorare e sviluppare la propria attività, deve estrinsecare tutte le sue potenzialità puntando  ad una vera integrazione delle tre aree presenti, quella di Campo Felice, dei Piani di Pezza e della Magnola.

Per ottenere questi risultati si dovrà arrivare alla creazione di una unica stazione invernale delle “Rocche”, che preveda la realizzazione di attrezzature per lo sci da fondo in località Piano di Pezza, ed il collegamento  con gli altri due bacini sciistici già esistenti, cercando di dare una adeguata “specializzazione” ad ognuno di essi.

                Si dovrà operare nei bacini di Campo Felice e Monte Magnola con interventi più che altro tesi a razionalizzare e ad ammodernare gli impianti già esistenti, in modo da innescare quel processo di integrazione e di adeguamento funzionale e gestionale con gli altri bacini sciistici.

Nel comprensorio dei Piani di Pezza si auspica la  realizzazione un circuito di fondo, con sistemi eco sostenibili con un centro di servizio in località Vado di Pezza, che possa supportare ed assistere adeguatamente nel periodo invernale i tanti appassionati e sportivi che praticano lo sci da fondo.

Questo bacino sciistico potrebbe giocare un ruolo molto importante all’interno del comprensorio delle Rocche, in quanto costituisce la vera cerniera per la formazione di un’importante stazione di sports invernali da paragonare e , nei limiti del possibile, fare concorrenza ad altri più blasonati centri alpini. 

  Il tutto dovrà avvenire con l’apporto costruttivo dell’Ente Parco, nell’ottica sempre più attuale di fare convivere le esigenze dell’economia turistica con quelle di tutela ambientale. Al riguardo sono da tenere presente anche i numerosi sforzi fatti dai vari Enti succedutesi dagli anni sessanta ad oggi, (Carte di utilizzazione Turistica del Comprensorio   n. 19 delle Rocche   CASMEZ  -1969-, Studio sui bacini sciistici dell’Appennino Abruzzese e Molisano IASM 1975/76, Piano di Sviluppo Socio Economico delle Comunità Montane Sirentina Amiternina e Marsica I° 1978/79, Piani Neve delle Comunità Montane Sirentina Amiternina e Marsica I° 1982/87, Piani dei Bacini Sciistici della Regione Abruzzo 1987/88,).     

E’ interessante e doveroso ricordare come la Regione Abruzzo nella sua Legge n. 61 del 9/9/83 (Piano dei Bacini Sciistici), ha voluto non solo inserire il comprensorio delle Rocche, ma addirittura segnalarlo (l’Altopiano delle Rocche, per estensione, caratteristiche morfologiche, di fondo e di esposizione del territorio, costituisce il più interessante comprensorio sciistico del centro sud).

Per supportare tali tipi di interventi sarà opportuno creare un’unica struttura di servizio in grado di potere dialogare con i tre bacini sciistici, promuoverli in senso turistico e dare loro la necessaria copertura logistica.

 

Contenuto tecnico e benefici

 

La Regione Abruzzo  con la Legge n. 61 del 9/9/83 e successive modifiche (Piano dei Bacini Sciistici), ha voluto individuare i comprensori con più spiccata vocazione agli sports invernali, per potere razionalizzare e indirizzare su di essi tutte le dovute attenzioni, considerando nell’area delle Rocche ben cinque zone, quali:

a)           Campo Felice – Rocca di Cambio;

b)           Monte Puzzilo – Monte Orsello, zona facente parte della comunità Montana “Amiternina”;

c)           Monte Cagno;

d)           Piano di Pezza;

e)           Ovindoli – La Magnola.

Lo stesso strumento programmatico della Regione Abruzzo individua come attrezzabili i due bacini sciistici di Campo Felice, sia per quanto riguarda il Comune di Rocca di Cambio, sia il Comune di Lucoli, e quello della Magnola, sia per quanto riguarda il Comune di Rocca di Mezzo – frazione Rovere -, sia il Comune di Ovindoli.   Mentre per gli altri due bacini sciistici si pensa ad una eventuale futura espansione, per quanto riguarda Monte Cagno e a delle attrezzature per lo sci da fondo nei Piani di Pezza.

Il Bacino sciistico di Campo Felice, realizzato a cavallo degli anni sessanta e settanta, dalla omonima s.p.a., può contare, ad oggi, su circa 35 Km. di piste  con circa 10 km con innevamento programmto, dotate di 12 impianti di risalita, di cui 6 seggiovie ed 6 sciovie con una capacità complessiva di servire oltre 9.000 persone /ora.

Il Bacino sciistico della Magnola, realizzato sul territorio del Comune di Ovindoli, a cavallo degli anni sessanta e settanta, dalla Valturvema  s.p.a., può contare, ad oggi, su circa 8 Km. di piste, dotate di 7 impianti di risalita, di cui 2 seggiovie ed 5 sciovie con una capacità complessiva di servire circa 5000 persone /ora.

Visto l’andamento climatico instabile, si dovrà intervenire per dotare tutte le piste di sci, di opportuni impianti di innevamento artificiale che, a sua volta avranno bisogno di un invaso artificiale di adeguate dimensioni, alimentato dalle acque meteoriche e di quelle provenienti dallo scioglimento delle nevi, al fine di garantire il necessario approvvigionamento idrico degli impianti di produzione di neve artificiale e di tutti i relativi servizi.

Per portare gli attuali impianti sportivi invernali a standards e livelli qualitativi competitivi con le altre stazioni sciistiche, è necessaria l’attuazione di programmi di adeguamento delle piste e degli impianti, nonché il relativo ampliamento.

Il Bacino sciistico di Piano di Pezza, ha in se tutte le potenzialità giuste, atte a sviluppare l’attività di sportivi nel periodo invernale ed estivo, ad oggi si presenta, in tutto il suo splendore di conca naturale.

La sua posizione a cavallo degli altri due bacini sciistici, la rende molto ambita, sia per le sue caratteristiche  espositive che garantiscono, salve rare eccezioni, un innevamento medio e costante da novembre a maggio.

Così come detto, la vera vocazione di questa valle, per quanto riguarda lo sport invernale, è senza dubbio lo sci di fondo, disciplina sportiva che non ha bisogno di grandi infrastrutture e quindi di notevoli impatti di natura ambientale.  

Si può pensare, ad esempio, alla realizzazione di un circuito di fondo e di uno stadio del fondo, dove potere ospitare manifestazioni agonistiche a livello nazionale ed internazionale, nell’ottica di promozione e sviluppo dell’intero territorio della Comunità Montana “Sirentina”.

Anche il piano del Sirente nel versante di Secinaro può essere interessato alle attività sportive dello sci da fondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      15

C2. 1   Settore Turistico

 

Intervento:    Turismo invernale

 

 

 

CARATTERISTICHE

 

 

Funzionali

L’azione è rivolta al sostegno dell’attività turistica, nello specifico del sistema neve e degli sports invernali in genere, favorendo degli interventi di qualificazione dell’offerta turistica attraverso l’adeguamento, l’ampliamento e la realizzazione di infrastrutture di servizio tese all’aumento delle presenze turistiche su tutto il territorio.  E’ auspicabile da parte dell’Ente la realizzazione di studi di fattibilità che tengano conto dei principi di eco - sostenibilità, relativi all’ampliamento di piste da sci, al collegamento dei bacini sciistici e quindi se del caso alla loro realizzazione. Inoltre si dovrà programmare la realizzazione di uno stadio per sport invernali (fondo, pattinaggio su ghiaccio, arrampicate, salti ecc.) nei Piani di Pezza, con tutti i relativi accessori in grado di rendere appetibile ad un gran numero di fruitori l’impianto. Si cercherà di localizzare tali infrastrutture all’interno di vecchie cave, ormai in disuso e necessarie di un adeguato recupero, in modo da consentire l’inserimento dolce di nuovi volumi, su cui ospitare tutti i servizi necessari agli impianti, in modo da non impattare con l’ambiente circostante.  E’ previsto il miglioramento dell’accessibilità e degli spazi di sosta per le zone interessate agli sports invernali. Si dovrà inoltre dar vita ad una campagna pubblicitaria che nello stesso tempo pubblicizzi oltre i bacini sciistici anche il sistema legato a tutto il turismo eco gastronomico montano, ambientale e culturale al fine di articolare  e variegare l’offerta turistica di un sistema territorio della Comunità Montana.

Inoltre si prevedono contributi ad aziende ed operatori turistici da parte dell’Ente a secondo dei finanziamenti che riuscirà ad ottenere.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato, oltre che alla durata della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.22 e 23, anche alla attuazione del D.O.C.U.P. Asse 1 misura 1.1., Asse 3

Copertura finanziaria

L’intervento avrà copertura finanziaria, facendo riferimento alla L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.22 e 23, ed all’attuazione del D.O.C.U.P. Asse 1 misura 1.1., Asse 3 con relativa quota di auto finanziamento, nonché a risorse finanziarie dirette della Comunità Europea e per la parte necessaria al completamento delle opere si potrà fare riferimento alle procedure di cui all’Art. 37 bis della L.109/94. 

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto alla organizzazione dei progetti, nonché alla relativa gestione in fase di attuazione.

Attuazione

L’intervento avrà copertura finanziaria, facendo riferimento alla L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.22 e 23, ed all’attuazione del D.O.C.U.P. Asse 1 misura 1.1., Asse 3 con relativa quota di auto finanziamento, a carico degli eventuali partner privati, ai sensi dell’Art. 37 bis della L. 109/94.  Si prevede per ogni anno di attuazione del Piano di Sviluppo una spesa di £. 1.500.000.000 (un miliardo cinquecento milioni). 

Iter amministrativo

Richiesta pareri per Nulla Osta di tipo ambientale, all’Ispettorato ripartimentale delle Foreste, alla Regione Abruzzo settore beni ambientali, ai comuni su cui ricadono gli interventi, agli uffici del Genio Civile, ai Vigili del fuoco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C2.2  RIQUALIFICAZIONE    DEI    CENTRI    STORICI

Tipo di intervento

 

La gran parte del patrimonio immobiliare dei centri storici della Comunità Montana “Sirentina”, salvo l’eccezione dei comuni del Piano delle Rocche, versa in una grave situazione di abbandono e degrado che in alcuni casi ha già superato a soglia critica del non ritorno, in quanto ci sono situazioni di grave pericoli per eventuali crolli.

Purtroppo di esempi così tristi, il territorio della Comunità Montana “Sirentina” ne è pieno e, la cosa più grave è che il più delle volte le Amministrazioni locali si trovano inermi, a causa delle loro ristrettezze economiche e non possono fare altro che invocare l’intervento dell’Ufficio del Genio Civile per rimuovere la situazione di pericolo con la vera e propria demolizione.

Alla luce di questa pessimistica considerazione, si rende necessario una calibrata programmazione di interventi mirati al recupero delle parti degradate e non più abitate e nello stesso tempo sollecitare le amministrazioni locali per la redazione di Piani di Recupero, che permettono di poter ricostituire la struttura immobiliare urbana, integrandola e migliorandola con delle infrastrutture di base, con le sistemazioni delle piazze, dei percorsi, dell’eliminazione di tutte le line aere di forniture, dell’arredo urbano, dei piani di colori, ecc.

Gli interventi dovranno rispondere a livelli qualitativi medio-alti privilegiando il restauro conservativo degli elementi e dei materiali legati alla tradizione che evidenziano le caratteristiche proprie del luogo, al fine di poter disporre di una alta qualità degli ambienti urbani come richiesto da una attenta domanda turistica, abitativa e commerciale.

La politica  del recupero, si deve perseguire con interventi da parte del pubblico e del privato, con un insieme di opere rivolte a ricostruire, integrare, acquisire e migliorare le infrastrutture basilari da offrire ai residenti, e non , un confort di vita, con delle azioni tese come insieme di opere rivolte all’adeguamento statico, nonché alla rivitalizzazione delle singole unità immobiliari dotandole di tutti quei servizi atti a raggiungere, e se del caso, superare  qualitativamente gli standards di vita quotidiana.

 

 Contenuto tecnico e benefici

 

Entrando più sullo specifico si possono ipotizzare una serie di interventi sinergici tra di loro quali:

a)              di concerto con l’ufficio della Protezione Civile e del Genio Civile della Regione Abruzzo, studiare una serie di interventi atti a migliorare la capacità di resistenza sismica degli edifici, assicurando incolumità alle persone ed alle cose, intervenendo, li dove è necessario anche con interventi di risanamento idrogeologici.

b)              realizzazione e razionalizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, intervenendo in via prioritaria sulle reti tecnologiche, realizzazione di canalizzazioni di servizio, sulle pavimentazioni, sui parcheggi, sulle attrezzature sanitarie, scolastiche, culturali e religiose;

c)              valorizzazione dei numerosi complessi monumentali che caratterizzano fortemente l’immagine dei centri abitati e del territorio della Comunità Montana “Sirentina”. Significativa è la presenza di importanti are archeologiche maggiormente concentrate nella valle Subequana e dell’Aterno, notevole è la presenza di borghi e recinti fortificati medioevali che con le loro torri e castelli segnano e individuano gli antichi confini del contado Aquilano e della contea dei Marsi. I centri sono caratterizzati dalla presenza di edifici e complessi religiosi, da palazzi gentilizi e nobiliari cinquecenteschi, seicenteschi e settecenteschi, che soprattutto nei paesi delle valli Subequana e dell’Aterno connotano lo spazio urbano,  per arrivare alle presenza di tipologie tardo ottocentesche, primi novecento costituite da ville e villini come nel caso dell’altopiano delle Rocche.

Tale consistente patrimonio potrà essere adeguatamente utilizzato anche per realizzare locali per ricettività di qualità e per residenza nell’ambito di un progetto di sviluppo “Viene a vivere nel Parco”.

 

Alla luce di quanto fin qui esposto, si può pensare di dare vita ad un auspicabile circuito virtuoso, ipotizzando la partenza di tutto il processo di sviluppo di recupero immobiliare, con un progetto, ad esempio, quello denominato “Viene a vivere nel Parco” di seguito esposto nella sua stesura preliminare .

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      16

C2. 2   Settore Turistico

 

Intervento:    Riqualificazione dei Centri Storici

 

CARATTERISTICHE

 

 

Funzionali

L’idea del progetto è quella di realizzare un sistema integrato residenziale, , che tende al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

a)       recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare riferimento a quello di maggiore pregio architettonico ed ambientale;         

b)       sviluppo dell’attività di tipo artigianale legata all’edilizia vera e propria, settore attualmente in forte crisi;              

c)       valorizzazione dell’ambiente urbano anche al fine culturale e turistico dei borghi tale da permettere di ospitare manifestazioni a carattere interregionale;

d)       offerta residenziale ad alto tenore qualitativo, con particolare riferimento all’aspetto salutare ed ambientale di potere vivere in un ambiente sano ed irripetibile quale il Parco Regionale “ Sirente Velino “;  

e)       inversione di tendenza del depauperamento demografico vero male di tutto il territorio della Comunità Montana “ Sirentina “.

La realizzazione di tali interventi rientrano prioritariamente nel progetto “Vieni a Vivere nel Parco” con il recupero di abitazioni, principalmente a fini residenziali ed in secondo luogo a fini commerciali, artigianali e ricettivi.  Si prevede la concessione di contributi per singoli interventi di iniziativa privata, volti al recupero ed alla ristrutturazione di edifici residenziali e non (piccoli alberghi, affittacamere e bed and breakfast).       

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla durata del piano socio –economico e del Piano Regionale di Sviluppo 2000-2006

Copertura finanziaria

La copertura economica dell’intervento è legata in parte dei finanziamenti ottenibili dal D.M. 28 gennaio 2000, art. 1 comma 2, in parte ai fondi collegati al D.O.C.U.P. (ASSE 1, Misura 1.1. e ASSE 3, misura 3.3.), in parte con autofinanziamento dell’Ente, in parte con la compartecipazione dei beneficiari privati degli alloggi.

 

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto all’attivazione del programma di interventi di recupero, sia per la promozione e diffusione delle iniziative. Inoltre l’Ente provvederà alla pubblicazione dei relativi bandi per l’individuazione dei fruitori degli alloggi con la definizione delle rispettive quote di compartecipazione economica.

Attuazione

 

 

 

 

L’intervento è legato in parte ai finanziamenti ottenibili dal D.M. 28 gennaio 2000, art. 1 comma 2, in parte ai fondi collegati al D.O.C.U.P. (ASSE 1, Misura 1.1 e ASSE 3, misura 3.3.), in parte con autofinanziamento dell’Ente, in parte con la compartecipazione dei beneficiari privati degli alloggi.

Il costo dell’intera operazione realizzabile in lotti funzionali divisi per i cinque anni di attuazione del Piano socio-economico ammonta a £. 13.000.000.000 (tredici miliardi), di cui a carico della Comunità Montana per ogni anno di attuazione in forma di autofinanziamento pari £. 300.000.000 (trecento milioni)  

Iter amministrativo

Richiesta pareri per Nulla Osta, alla Regione Abruzzo settore beni ambientali e culturali, alla Sovrintendenza ai B.A.A.A.S., ai comuni su cui ricadono gli interventi, agli uffici del Genio Civile, ai Vigili del fuoco, alla A.S.L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C2.3  TURISMO  AMBIENTALE  E  CULTURALE

Tipo di intervento

 

La Regione Abruzzo, in questi ultimi anni, ha creduto molto nella valorizzazione delle risorse ambientali e, su di esse ha puntato molto, a tale punto da considerarle  come opzione strategica nella sua politica di sviluppo socio economico a breve e medio termine, in grado di sostenere la crescente richiesta occupazionale. 

Questa premessa trova il suo substrato nella filosofia che ha guidato la stesura programmatica delle iniziative legate all’ “Obiettivo 2”, che identifica i territori ammissibili  all’eventuale godimento dei benefici, messi a disposizione da parte della Comunità Europea, le aree interne più deboli, produttivamente destrutturate e con economie stagnanti e, in alcuni casi in via di estinzione, rispetto alle dinamiche di sviluppo delle aree limitrofe e della stessa Regione Abruzzo, anche se in possesso di notevoli e spiccate potenzialità, soprattutto nel campo delle risorse culturali ed ambientali.

Pertanto, anche alla luce del Documento Unico di Programmazione – Obiettivo 2   (2000 – 2006)  redatto alla Regione Abruzzo, Asse prioritario 3, bisogna rivolgere l’attenzione verso la valorizzazione delle così dette vocazioni territoriali, attraverso l’attivazione di azioni nel campo della tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali.

Bisogna dare vita a diverse azioni sinergiche tra di loro in grado di alimentare un nuovo corso di sviluppo socio economico capace di traghettare l’economia locale dall’attuale fase di declino ad una nuova fase di prosperità, in grado di convincere i residenti a restare e nel contempo a convogliare nuove flussi migratori ai quali destinare  patrimonio immobiliare disponibile.

Le problematiche da affrontare sono diverse ma assumono carattere prioritario su due ordini di problemi, cosi come evidenzia, il Documento Unico di Programmazione – Obiettivo 2   (2000 – 2006)  redatto alla Regione Abruzzo, Asse prioritario 3:

a)              avviare su basi concrete l’inserimento delle problematiche ambientali nel modello di sviluppo regionale, esaltando le connessioni tra ambiente, qualità e competitività delle produzioni regionali e sviluppando settori produttivi connessi alla tutela ambientale.  L’obiettivo è quello di impostare coerenti politiche per la sostenibilità dello sviluppo, che individuino e sostengano produzioni, tecnologie e modelli abitativi e di consumo maggiormente correlati con il modello di sviluppo eco sostenibile dell’Abruzzo, Regione dei Parchi;

b)              valorizzare le risorse naturalistiche ed ambientali, congiuntamente a quelle storiche e monumentali, delle zone interne, in quanto presentano un’offerta diversificata e di rilevanza tale da poterle considerare per gli anni a venire come fattori distintivi della qualità della vita della Regione.  La nuova immagine che ne deriverebbe in Italia ed all’estero, costituirà un potente vettore per la promozione turistica, con l’opportunità di valorizzare delle tradizioni produttive locali e di sviluppo di servizi avanzati, turismo ed agricoltura specializzata, se saranno adeguatamente sostenute da:

1)                           interventi di infrastrutturazione di base, quale il recupero edilizio, monumentale e storico delle emergenze di maggiore valore; 

2)                           la realizzazione di un’efficace azione di promozione delle nuova immagine turistica dell’Abruzzo come Regione dei Parchi e di assoluta eccellenza ambientale; 

3)                           la promozione di imprenditorialità e la realizzazione di forme di sviluppo locale e di animazione esterna, per favorire lo sviluppo di attività di nicchia nel turismo, dell’artigianato e nell’agricoltura.

 

Pertanto si dovranno rispettare nella formulazione del Piano di Sviluppo Socio Economico della Comunità Montana “Sirentina  i soprascritti indirizzi predisposti dal  Documento Unico di Programmazione – Obiettivo 2   (2000 – 2006)  redatto alla Regione Abruzzo, Asse prioritario 3, in modo da essere in sintonia con l’intera programmazione regionale.

Bisognerà anche ricordare e tenere presente che il territorio dell’Appennino centrale, di cui fa parte la Comunità Montana “Sirentina”, è interessato da un programma di cooperazione con le altre Regioni del centro Italia che ha come fine la valorizzazione dell’ambiente montano, A.P.E. (Appennino Parco d’Europa).

Alla luce degli strumenti di pianificazione territoriale occorrerà prima di tutto individuare e selezionare quelle attività economiche  compatibili con il sistema ambiente, ed in secondo luogo favorire il potenziamento dell’Ente Parco a patto che esso operi in sintonia con gli altri Enti locali al fine di promuovere, sviluppare e sostenere l’economia del territorio montano, con particolare riferimento alle attività portanti quali l’agricoltura, il turismo e l’artigianato.

Così come è già stato scritto in precedenza, la sostenibilità  dell’agricoltura possibile, all’interno della Comunità Montana “Sirentina”, passa attraverso la salvaguardia idrogeologica del territorio nonché del recupero e della salvaguardia dell’ambiente montano.

In breve bisognerà agire coniugando tra di loro, da una parte gli interventi di realizzazione di infrastrutture di servizio alle attività economiche compatibili, gli interventi di recupero e tutela del patrimonio immobiliare, dall’altra gli interventi di forestazione ambientale.

 Operando in questo modo si riescono ad eliminare le dannose contrapposizioni esistenti fra i diversi Enti locali e, nello stesso tempo, si raggiungono delle sinergie per il miglioramento dell’ambiente produttivo in agricoltura, il consolidamento del terreno, il paesaggio e la ricostruzione della catena alimentare, il tutto per supportare uno sviluppo eco sostenibile.

Si può concludere auspicando interventi mirati nel comparto dei beni ambientali e culturali così come già scritto dal Documento Unico di Programmazione – Obiettivo 2   (2000 – 2006)  redatto alla Regione Abruzzo, Asse prioritario 3:

a)           la tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico vanno conseguite garantendo un’elevata efficienza nella gestione, un’elevata qualità delle varie componenti ambientali, una maggior e più agevole fruibilità promuovendone la migliore utilizzazione, una sostanziale sostenibilità rispettando nel lungo periodo la capacità di carico dell’ambiente;

b)           la tutela e valorizzazione dei beni culturali al fine di creare occasioni di sviluppo di nuove attività produttive, di qualificazione e rivitalizzazione del territorio, di diffusione di tecniche, di competenze e specializzazione e quindi di creazione di nuova e più qualificata occupazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      17

C2. 3   Settore Turistico

 

Intervento:    Turismo ambientale

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’azione è rivolta al sostegno dell’attività di valorizzazione delle risorse naturali, promuovendo programmi e progetti integrati, nell’ottica dell’Eco Museo, anche di iniziativa privata, che tendono alla tutela, alla conoscenza ed alla valorizzazione e promozione in campo turistico dei valori ambientali fortemente caratterizzanti il territorio della C.M.S., per la maggior parte ricadente nel Parco Regionale Sirente Velino. Le azioni saranno rivolte per la difesa del suolo, al risanamento delle acque ed al recupero del paesaggio e dei manufatti rurali. Inoltre si prevedono interventi rivolti alla creazione di infrastrutture di servizio per il miglioramento dell’accessibilità, dell’accoglienza, dell’informazione, della didattica, dell’educazione ambientale in quei contesti ambientali particolarmente significativi, in sintonia con il progetto A.P.E. Inoltre, per implementare il programma, si prevedono interventi mirati alla realizzazione di ulteriori attrezzature di servizio per il tempo libero “plan aire” e per le attività sportive ricreative all’aperto.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici dell’Ente.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato, oltre che alla durata della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.13, anche alla attuazione del D.O.C.U.P. Asse 3 misura 3.2.

Copertura finanziaria

L’intervento avrà copertura finanziaria, facendo riferimento alla L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.13, ed all’attuazione del D.O.C.U.P. Asse 3 misura 3.2. con relativa quota di auto finanziamento, pari al 20% a carico dell’Ente. 

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto alla organizzazione dei progetti, nonché alla relativa gestione in fase di attuazione instaurando un rapporto di collaborazione con l’Ente Parco Regionale Sirente Velino.

Attuazione

L’intervento avrà copertura finanziaria, facendo riferimento alla L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.22 e 23, ed all’attuazione del D.O.C.U.P. Asse 3 misura 3.2., con il progetto A.P.E. e L.I.F.E., con relativa quota di auto finanziamento pari al 20% a carico dell’Ente.   Si prevede per ogni anno di attuazione del Piano di Sviluppo una spesa di £. 800.000.000 (cinquecento milioni) di cui 160.000.000 (cento sessanta milioni) a carico dell’Ente. 

Iter amministrativo

Richiesta pareri per Nulla Osta all’Ente Parco, alla Regione Abruzzo settore beni ambientali, alla Sovrintendenza ai B.A.A.A.S., ai comuni su cui ricadono gli interventi, agli uffici del Genio Civile, ai Vigili del fuoco, alla A.S.L.

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      18

C2. 3   Settore Turistico

 

Intervento:    Turismo culturale

 

CARATTERISTICHE

 

Funzionali

L’azione è rivolta al sostegno dell’attività di valorizzazione delle risorse culturali, nell’ottica dell’Eco Museo, promuovendo programmi e progetti integrati, anche di iniziativa privata, che tendono alla tutela, alla conoscenza ed alla valorizzazione e promozione in campo turistico dei valori culturali fortemente caratterizzanti il territorio della C.M.S..

Le azioni saranno rivolte al potenziamento delle infrastrutture di interesse culturale, mediante piani integrati per la conservazione e la valorizzazione di luoghi, edifici, servizi e fruizione d’interesse culturale anche di tipo rurale in grado di produrre effetti positivi e durevoli in termini di sviluppo e di nuova occupazione. Gli interventi interesseranno sia i siti archeologici, sia gli edifici religiosi e civili ed i sistemi di fortificazioni medioevali, oltre al coordinamento in rete dei sistemi museali e dei centri visita.

 Si prevede la realizzazione di studi e ricerche sul territorio inerenti i temi delle tradizioni popolari, della cultura contadina, degli aspetti antropologici e delle attività dell’uomo nel campo della coltivazione dei boschi, dell’artigianato, dell’agricoltura e delle attività di natura estrattiva di minerali nel corso dei secoli.

E’ tenuta in grande considerazione la realizzazione di un programma promozionale del territorio rivolto agli aspetti significativi che testimoniano la cultura della montagna e delle attività contadine.

Inoltre si prevedono interventi rivolti alla creazione di infrastrutture di servizio per il miglioramento dell’accessibilità, dell’accoglienza, dell’informazione, della didattica, dell’educazione e della ricerca culturale.

Modalità d’attuazione

Apertura di uno sportello d’informazione presso gli uffici della Comunità Montana.

Durata dell’intervento

L’intervento è legato, oltre che alla durata della L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.45, anche alla attuazione del D.O.C.U.P. Asse 3 misura 3.3.

Copertura finanziaria

L’intervento avrà copertura finanziaria, facendo riferimento alla L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.45, ed all’attuazione del D.O.C.U.P. Asse 3 misura 3.3. con relativa quota di auto finanziamento, pari al 20% a carico dell’Ente o di eventuale partner interessato alla gestione. 

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto alla organizzazione dei progetti, nonché alla relativa gestione in fase di attuazione e gestione.

Attuazione

L’intervento avrà copertura finanziaria, facendo riferimento alla L.R. del 18 maggio 2000 n. 95 art.45, ed all’attuazione del D.O.C.U.P. Asse 3 misura 3.3. con relativa quota di auto finanziamento, pari al 20% a carico dell’Ente o di eventuale partner interessato alla gestione funzionale dell’opera.   Si prevede per ogni anno di attuazione del Piano di Sviluppo una spesa di £. 1.000.000.000 (un miliardo) di cui 200.000.000 (duecento milioni) a carico dell’Ente o di eventuale partner. 

Iter amministrativo

Richiesta pareri per Nulla Osta all’Ente Parco, alla Regione Abruzzo settore beni ambientali e culturali, alla Sovrintendenza ai B.A.A.A.S. ed Archeologica, ai comuni su cui ricadono gli interventi, agli uffici del Genio Civile, ai Vigili del fuoco, alla A.S.L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C3.   PIANO  DI   SETTORE  DELLE INFRASTRUTTURE

 

L’avvio del processo di rivitalizzazione dei centri urbani della Comunità Montana “Sirentina” richiede, in via prioritaria, la realizzazione di serie infrastrutture che vanno dal collegamento stradale e ferroviario a quello delle reti metanifere , idriche e fognarie.

Si tratta di operazioni complesse, non tanto dal punto di vista costruttivo, ma da quello economico in quanto la Regione Abruzzo nel suo Documento Unico di Programmazione – Obiettivo 2   (2000 – 2006), strumento basilare nella redazione del presento Piano di Sviluppo Socio Economico, per la realizzazione di opere infrastrutturali,  prevede il concorso finanziario dei fondi comunitari e nazionali (Stato Centrale e Regione) in percentuale variabile fino ad un massimo dell’80% della spesa ammissibile, per la parte restante  dovranno concorrere gli Enti locali ed eventualmente i privati, (Legge 109/94). 

Tale nuovo scenario comporta delle scelte oculate, molto più di prima, in quanto per la maggiore parte dei casi la soglia del 20% costituirà un ostacolo insormontabile che potrà essere superato solo mettendo in piedi le sinergie più disparate, al fine di realizzare degli interventi capaci di rivitalizzare i centri urbani, e non, della Comunità Montana “Sirentina”.

In questa fase non bisogna temere il riferimento alla nuova realtà economica, ma bisogna individuare un reale campo di intervento, all’interno del quale potere fare delle scelte coraggiose, sia nell’individuazione delle opere prioritarie da realizzare, sia nel cercare partner privati e pubblici.

L’integrazione tra l’area della Comunità Montana “Sirentina” e quelle limitrofe, non è più rinviabile se si vuole veramente invertire la tendenza in atto, in modo particolare se si considerano le ragioni sotto elencate:

a)           il notevole e continuo pendolarismo, dei residenti che per motivi di lavoro, di studio, di fruibilità dei servizi, ecc., nel tempo innesca un processo  di allontanamento dal, verso il centro urbano montano, che nel volgere di pochi anni, appena la situazione economica del nucleo familiare di appartenenza lo permette, sfocia all’abbandono e quindi al completo trasferimento della residenza nelle zone limitrofe che hanno quelle dotazioni minime di standards, che hanno generato il pendolarismo;

b)           anche le attività economiche risentono di tale forza attrattiva che le spinge a trovare nuovi insediamenti nei centri limitrofi meglio collegati ed attrezzati;

c)           un ruolo molto importante in questo fenomeno in atto è rappresentato, in modo particolare per la valle Subequana, dalla difficoltà di accesso a causa di una rete stradale obsoleta che, in alcuni casi, non permette il transito dei piu’ elementari mezzi di trasporto delle merci (autotreni);

d)           una linea ferroviaria che vive solo grazie alla bontà delle Ferrovie di Stato, ma che sicuramente con il perdurare di tale situazione non potrà sopravvivere al primo vero processo di ristrutturazione e privatizzazione dell’Ente;

e)           la carenza di reti metanifere, accompagnata ad una rete idrica malata ed insufficiente, una rete fognaria priva di una efficace azione d depurazione delle acque di scarico;

f)            la mancanza di una seria attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che il più delle volte vede costretti gli Enti locali, tutti già in pesanti situazioni finanziarie, a distogliere parte delle loro risorse per depositare i rifiuti in costose discariche organizzate da privati o da altri Enti locali meno attaccati da un punto di vista di mentalità ed impatto ambientale.

Contro questi rischi, ed altri non accennati ma di facile intuizione, bisogna intervenire potenziando ed integrando il sistema infrastrutturale esistente  nell’ottica di conseguire una completa integrazione con le aree limitrofe.

Si auspicano radicali interventi:

a)              sulla rete stradale in modo da ridurre i tempi di percorrenza e nello stesso tempo rendere più confortevole il tragitto, mediante l’allargamento delle sedi stradali, con la realizzazione di gallerie e di varianti all’altezza dei centri urbani; si considera prioritario programmare interventi specifici per apportare miglioramenti e parametri di sicurezza adeguati nei collegamenti Valle Subequana- Valle Peligna con la realizzazione di un traforo sotto il Monte Urano e nel collegamento Piano di Campo Felice – Altopiano delle Rocche sotto il Monte Miccia, in modo da collegare in tempi rapidi i comuni montani con l’autostrada A 24.

b)              l’attuale linea ferroviaria dovrà essere rivisitata ed organizzata completamente in una logica di “metropolitana di superficie;

c)              bisognerà pensare ad un vero collegamento tra la media Valle dell’Aterno con l’Altopiano delle Rocche, nell’ottica di omogeneizzare le diverse realtà all’interno della Comunità Montana stessa, magari con un collegamento non tradizionale;

d)              è necessario completare tutti i programmi  di metanizzazione dell’area, che possono essere rivisitati grazie al rilancio turistico dell’intera area e, quindi rivalutare la convenienza economica;

e)              l’approvvigionamento idrico, per non entrare in crisi, ha bisogno di una seria riflessione a causa del progressivo aumento dei consumi, sia da parte  delle nuove utenze turistiche, sia per altri usi come ad esempio l’alimentazione degli impianti di innevamento artificiale ecc.  La soluzione va ricercata affrontando i sotto elencati problemi:

-  individuazione e sfruttamento di nuove risorse idriche, di ripristinare vecchie captazioni dismesse dopo la realizzazione degli acquedotti ex Ferriera, realizzare li dove è possibile invasi artificiali in modo particolare in corrispondenza dei bacini sciistici;

- realizzazione di serbatoi di accumulo per fare fronte alle necessità derivanti dai periodi di punta turistici;

- ristrutturazioni delle reti esistenti ormai diventate dei veri e propri cola brodi, basti pensare che diversi Comuni hanno constatato, a loro spese, che oltre il 50% dei consumi è dovuto non ad un reale utilizzo ma a delle vere e proprie perdite d’impianto.

f)               anche le reti fognanti hanno bisogno di un serio intervento    che riesca a razionalizzare quelle esistenti garantendo un efficace azione di depurazione delle acque di scarico, anche in considerazione che ci si trova ad agire in un territorio quasi completamento dedicato a Parco Naturale.        

Pertanto bisognerà agire in via prioritaria, tenendo presente la qualificazione delle attività turistiche e la tutela del Parco Naturale, considerando la depurazione nella sua globalità pensando all’ammodernamento,o alla realizzazione di nuovi impianti comprensoriali che, opportunamente dimensionati, riescano ad assolvere al loro compito con dei bassi costi di gestione;

g)              bisognerà potenziare il sistema della raccolta dei rifiuti,  differenziata ed indifferenziata, al fine di aumentare la funzionalità del servizio ed il conseguente risparmio per il cittadino.

h)              risulta necessario programmare alcuni interventi per la realizzazione di piste ciclabili in aree e contesti ambientali significativi, la realizzazione di questi percorsi creano infrastrutture di servizio e di miglioramento dell’accessibilità dei luoghi, tali iniziative adeguano e connotano l’offerta turistica in un’area Parco dando l’opportunità a piu’ soggetti di raggiungere in maniera differenziata, a piedi o in bicicletta, i siti , le aree e le infrastrutture di servizio di carattere ambientale e culturale. 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      19

C3. Settore Delle Infrastrutture

 

Intervento:    Viabilità – 1°. S.S. 261

 

CARATTERISTICHE

 

 

Funzionali

L’azione è rivolta alla realizzazione di opere sulla rete stradale in modo da ridurre i tempi di percorrenza e nello stesso tempo rendere più confortevole e sicuro il tragitto, in maniera particolare nel periodo invernale, mediante l’allargamento delle sedi stradali, con la realizzazione di gallerie e di varianti all’altezza dei centri urbani.

Il tratto stradale su cui intervenire in via prioritaria riguarda la S. S. n° 261 con interventi di razionalizzazione dell’attuale percorso

Durata dell’intervento

L’intervento è legato alla attuazione dei finanziamenti inseriti nell’accordo Stato-Regione “Accordo Programma Quadro”.

Copertura finanziaria

L’intervento avrà copertura finanziaria facendo riferimento all’attuazione dell’accordo Stato-Regione “Accordo Programma Quadro”. 

Modalità amministrative

Tale attività comporta per l’Ente l’onere dovuto al coordinamento di tale iniziativa.

Attuazione

L’intervento avrà copertura finanziaria complessiva con i finanziamenti inseriti nell’accordo Stato-Regione “Accordo Programma Quadro” per una spesa totale di £. 50.000.000.000 (cinquanta miliardi) – (a carico della Regione)

Iter amministrativo

Richiesta pareri per Nulla Osta all’Ente Parco, alla Regione Abruzzo settore beni ambientali e culturali, alla Sovrintendenza ai B.A.A.A.S. ed Archeologica, al Ministero dei Beni Ambientali ufficio del V.I.A., ai comuni su cui ricadono gli interventi, agli uffici del Genio Civile, ai Vigili del fuoco, alla A.S.L.

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PROGETTO   -      PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

SCHEDA      20

C3. Settore Delle Infrastrutture